Spalletti chiama, l'Inter risponde. Dopo le prime tre sconfitte stagionali di fila tra campionato e Coppa Italia, l'allenatore aveva chiesto una reazione d'orgoglio alla squadra. Arrivata sotto l'aspetto del carattere (Ranocchia su tutti), ma non dal punto di vista del gioco. Un po' come era già successo nelle trasferte con Napoli e Juventus, guarda caso terminate con lo stesso punteggio: 0-0. I nerazzurri se la giocano alla pari con la Lazio, che però dà l'impressione di essere più avanti come organizzazione e forma fisica. 

SINGOLI IN CALO - L'ex di turno Candreva (con chi ce l'aveva a inizio partita?) e Borja Valero (l'unico a impegnare Strakosha oltre a Perisic) in particolare calano vistosamente nella ripresa e vengono sostituiti da Joao Mario e Brozovic, dai quali non si sai mai cosa aspettarsi, nel bene e nel male. L'altro cambio è l'oggetto misterioso Dalbert per Cancelo, autore di un'altra prestazione positiva dopo quella nel derby perso col Milan. 

FANTAMERCATO - Simone Inzaghi (da censura le sue lamentele contro il Var, che giustamente ha tolto il rigore assegnato dall'arbitro Rocchi per un tocco di mano involontario di Skriniar in area) cala l'asso Felipe Anderson. Ecco, il brasiliano abbina tecnica e velocità con un cambio di passo bruciante: caratteristiche che mancano nella rosa di Spalletti. Privo di una pedina da schierare dietro a Icardi "da fantacalcio", ovvero in grado di garantire un buon numero di gol e assist. Utilissimo, così come lo sarebbe un altro difensore centrale: l'olandese de Vrij (in scadenza di contratto a giugno) visto ieri sarebbe il partner ideale di Skriniar per la prossima stagione. 

COLPI DA CHAMPIONS - Nel gennaio del 2004 l'Inter di Moratti acquistò Stankovic dalla Lazio e si riprese Adriano dal Parma, con un doppio colpo che rinforzò la squadra allora allenata da Zaccheroni e allo stesso tempo indebolì la concorrenza per la qualificazione in Champions League. Cina e Uefa non consentono alla famiglia Zhang di effettuare grosse spese sul mercato invernale ormai alle porte, ma Sabatini e Ausilio (che prima della gara ha applaudito i colleghi biancocelesti sulla strategia per competere con i sempre più ricchi club inglesi: giocando d'anticipo come fatto con Milinkovic o rilanciando elementi in difficoltà, vedi Luis Alberto) possono comunque lavorare di fantasia, pronti a cogliere al volo delle occasioni. Anche per archiviare il calo di dicembre (persi 3 punti su Roma e Lazio, 5 dal Napoli e 8 dalla Juve), i tifosi interisti (oltre 60mila ieri a San Siro) si meritano un paio di bei regali. Buon anno! 

@CriGiudici