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Frenata. L'Inter pareggia per la quarta volta nelle ultime sei partite di campionato. A Lecce, dove non era andata oltre l'1-1 pure la Juventus. Ora scappata a +4 sui nerazzurri grazie alla vittoria contro il Parma, che invece aveva strappato un punto a San Siro. Virtualmente capitan Handanovic e compagni rischiano di essere sorpassati al secondo posto in classifica dalla Lazio, che deve ancora recuperare la gara in casa con l'Hellas Verona. 

La paura è che siano i primi sintomi del solito letargo invernale in cui ricade la squadra durante questo maledetto periodo della stagione. Evidentemente la presenza in panchina di una figura carismatica come quella di Antonio Conte è un antidoto che da solo non basta. Il mercato di gennaio da una parte dà l'occasione di rivitalizzare la rosa con nuovi innesti, dall'altra rischia di togliere stimoli a qualche altro elemento. In questo senso sono esemplari i casi di Vecino e Politano.

Per quest'ultimo è saltato lo scambio con la Roma per Spinazzola, sei anni dopo l'affare sfumato con la Juve tra Vucinic e Guarin. Ora l'Inter vira su un altro esterno reduce da diversi problemi fisici: Victor Moses, che ha tre anni in più e nelle ultime due stagioni ha giocato meno del terzino giallorosso ex Juventus (1754 contro 1931 minuti). Conte vuole vincere subito, ma la fretta è cattiva consigliera. Il primo rinforzo è Ashley Young, 34 anni. Uno in più di Giroud, altro obiettivo dei nerazzurri. Discorso a parte per Eriksen (classe 1992): un grande colpo per l'immediato, ma anche a medio-lungo termine.