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  • Intermania: Correa ripaga Inzaghi, grazie Joao Mario. E in Bahrein...

    Intermania: Correa ripaga Inzaghi, grazie Joao Mario. E in Bahrein...

    • Cristian Giudici
    "Testa e cuore, insieme". Detto, fatto. Simone Inzaghi non sbaglia nulla prima, durante e dopo la partita. Alla vigilia l'allenatore aveva citato Ligabue, che nella sua "Male non farà" canta: "E appoggiati a me, che se ci dovesse andar male, cadremo insieme, e insieme sapremo cadere". Stavolta l'Inter non cade, anzi si rialza nella serata più dura e bella. Dopo oltre un mese senza successi, i nerazzurri tornano a vincere sul campo del Benfica in Champions League. Facendo tornare in mente ai propri tifosi un'altra canzone di Ligabue: "Certe notti". 

    All'Inter girava tutto storto, invece a Lisbona va tutto per il verso giusto. Anche gli episodi, vedi il salvataggio di Dumfries e le decisioni arbitrali in area di rigore. Da una parte l'arbitro inglese Oliver (sì, quello del "bidone dell'immondizia al posto del cuore") e il Var sorvolano sul contatto fra Bastoni e Gonçalo Ramos (considerato regolare pure dal quotidiano portoghese A Bola), dall'altra puniscono la mano di Joao Mario, ringraziato dai suoi ex tifosi sui social. 

    Inzaghi azzecca tutto, compresi i cambi. Anche quelli più impensabili, come Correa al posto di Lautaro. Con lo 0-2 firmato da Barella e Lukaku, l'Inter ha un piede in semifinale di Champions League. Ma questa squadra è pazza e capace di qualsiasi cosa, nel bene e nel male. Come il suo faro Brozovic, autore di una prestazione da icorniciare (al pari dei suoi due compagni di reparto) fino alla palla persa allo scadere che per poco non costa un gol. Meno male che ci pensa Onana, l'estremo difensore con più parate effettuate in questa edizione della Champions League (40). Poi il nazionale camerunese ringrazia così Mkhitaryan. 
     

    Mercoledì prossimo a San Siro servirà la spinta di tutti, tifosi compresi. Magari anche di Calhanoglu, ieri assente per infortunio e rimasto a casa, dove esulta così al raddoppio di Lukaku su rigore. 
     

    Perché con l'Inter le sorprese, belle o brutte, sono sempre dietro l'angolo. Chiedere conferma a Trapattoni, che nella stagione dello scudetto dei record fu eliminato dal Bayern in Coppa Uefa, perdendo 3-1 il ritorno a San Siro dopo aver vinto 2-0 l'andata a Monaco con gol di Serena e Berti, partito palla al piede dalla propria metà campo. Correva l'anno 1988 ed era tutto un altro calcio. Valeva ancora la regola dei gol in trasferta che valevano doppio in caso di parità e in Italia non c'erano proprietà straniere. Ora l'Inter è cinese e in futuro potrebbe diventare del Bahrein. Il grande palcoscenico della Champions cattura gli occhi di tutti, anche quelli di Investcorp

     

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