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L'Inter finisce ko nel primo round contro la Juve in Coppa Italia dopo un derby d'Italia ricco di regali. E stavolta non c'entrano gli arbitri. Su un cross di Bernardeschi destinato in tribuna, Cuadrado è furbo a cercare e trovare un rigore decretato dal Var. Young gli trattiene la maglia spingendolo leggermente indietro, invece il colombiano cade in avanti...

Il fastidio non è tanto per una decisione che comunque ci può stare, ma per l'atteggiamento tenuto per tutta la partita da Bonucci. Per una volta non allenatore in campo, ma arbitro in panchina. Il difensore bianconero si alza spesso e volentieri per protestare o chiedere determinati fischi e provvedimenti disciplinari, entrando addirittura in campo. 

Aperta e chiusa la parantesi di stile Juve, torniamo al calcio giocato. Sul gol del vantaggio di Lautaro c'è la complicità di Buffon, così come sulle due reti regalate a un Cristiano Ronaldo (annullato per il resto della gara) ci sono le grosse ingenuità di Handanovic e Young. Gli anelli deboli della squadra nerazzurra insieme a Sanchez, che sbaglia un gol fatto e serve un bell'assist a Darmian, perdendo una quantità infinita di palloni.
Per l'attaccante e l'esterno sinistro aumentano i rimpianti per i due scambi saltati sul mercato con la Roma: l'anno scorso quello tra Spinazzola e Politano (poi finito al Napoli), quest'anno quello tra Alexis e Dzeko. Purtroppo in attacco (senza lo squalificato Lukaku e con Pinamonti non all'altezza dell'Inter) non ci sono alternative, invece sulla fascia sinistra Conte avrebbe potuto dare una chance a Kolarov. Infine il capitolo portiere: perché, almeno in Coppa Italia, non far giocare Radu?