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Un tabù tira l'altro: dalla maledizione dello Juventus Stadium a quella dell'ultima in classifica. Dopo la grande vittoria di sabato 3 novembre sul campo dei campioni d'Italia, l'Inter sta tenendo una media da zona retrocessione: 13 punti in 12 partite giocate frutto di 3 vittorie, 4 pareggi e 5 sconfitte con 14 gol fatti e 18 subiti. 

Tra l'altro, esattamente come successe nella passata stagione col Novara, nella quarta giornata di andata e di ritorno i nerazzurri hanno perso con l'ultima in classifica, questa volta contro il Siena, storica terra di conquista per l'Inter. 

Come se non bastasse, se la passano male anche gli ultimi ex allenatori nerazzurri: Gasperini è stato esonerato dal Palermo dopo il ko interno con l'Atalanta, il Chelsea di Benitez ha perso col Newcastle, il Manchester City di Mancini ha pareggiato in casa col Liverpool scivolando a meno 9 dallo United e il Real Madrid di Mourinho è stato sconfitto dal Granada della famiglia Pozzo col primo autogol in carriera di Cristiano Ronaldo. Il Monaco di Ranieri, impegnato stasera sul campo dell'Arles Avignon, farà gli scongiuri... 

Evidentemente la crisi non si spiega solo con queste strane coincidenze, ma è frutto degli errori commessi dalla società sul mercato e dall'allenatore in panchina. Adattandosi sempre agli avversari di turno, Stramaccioni non è ancora riuscito a dare una precisa identità di gioco alla squadra. 

Il tutto viene amplificato dall'aggancio in classifica dei cugini milanisti, che si godono i primi gol di Mario Balotelli in maglia rossonera. Domenica 24 febbraio si gioca il derby, ma prima a San Siro arriva il Chievo e poi c'è l'ostica trasferta di Firenze sempre in posticipo serale. Ora il terzo posto utile alla qualificazione in Champions League dista solo 3 punti, ma continuando di questo passo rischia di diventare un miraggio.