Il Milan voleva mandare all'inferno l'Inter, che invece vince il derby e controsorpassa i rossoneri al terzo posto in classifica. Passando dalle stalle alle stelle in tre giorni. Cosa è cambiato dal ritorno dei quarti di finale in Europa League al posticipo di campionato in Serie A? 

L'avversario. Come ha detto Moratti, "il Milan non è il Real Madrid". Ma neppure l'Eintracht Francoforte, che ha dimostrato sul campo di essere nettamente superiore almeno sul piano fisico. 

Gli uomini. Rispetto a giovedì scorso, Spalletti (che con la mossa vincente di Vecino trequartista si conferma un allenatore top tatticamente) ritrova quattro pedine: Asamoah, Brozovic, Gagliardini e Lautaro Martinez. El Toro risulta determinante, stravincendo il confronto col pistolero Piatek, disarmato dalla coppia Skriniar-de Vrij. Come Higuain nella gara d'andata, decisa nei minuti di recupero da Icardi grazie all'uscita a vuoto di Donnarumma

Lo spirito. Contro i tedeschi l'Inter era scesa in campo molle e impaurita, senza orgoglio, cuore, carattere e attributi. Caratteristiche che invece non sono mancate col Milan ieri sera, quando l'Inter è tornata squadra. Come dimostra la foto di gruppo scattata dopo il derby nello spogliatoio nerazzurro, che non fa risse in panchina come Biglia e Kessie e non sembra "spaccato a metà per motivi del cavolo" come dice Moratti... Curiosità: sullo sfondo si vede l'immagine dell'arbitro Guida, appesa sotto la scritta "Respect".