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Si riparte. Le conferenze stampa di presentazione degli allenatori segnano l'inizio della nuova stagione. Mercoledì era toccato a Simone Inzaghi a San Siro (promosso), ieri è stato il giorno di due ex nerazzurri: Luciano Spalletti al Napoli e specialmente José Mourinho alla Roma. Quest'ultimo ha tirato una frecciatina ad Antonio Conte ("All'Inter non si deve paragonare alcun allenatore a me o a Helenio Herrera") e una al presidente Steven Zhang: "Facile vincere e dopo non avere i soldi per pagare gli stipendi". 

Nel primo caso non c'è niente da dire: soltanto chi riuscirà a riportare la Champions League a Milano sarà all'altezza dei due illustri predecessori. Il ragionamento è condivisibile anche nella seconda parte, ma in questo caso tocca alla proprietà cinese smentire Mourinho con i fatti: la palla passa a Suning. 

Invece Spalletti ha preferito non riaprire la polemica su Inter-Juve (2-3) del 28 aprile 2018, quando l'arbitro Orsato espulse Vecino ma non Pjanic: "Scudetto scippato al Napoli quella sera? Mi dispiace, ma sotto questo aspetto non posso aiutare. C'è stato un cambiamento nella base dirigenziale dell'Aia. Tra l'altro io conosco molti arbitri e per me diventa difficile andare a sindacare su quell'episodio, anche perché ne ho ricevuti anche a favore e qualcuno contro. Ho molta fiducia in queste persone che ci sono adesso, con le quali ho un rapporto molto amichevole dentro la professionalità". Capitolo chiuso, giusto così.