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L'Inter si rialza a Udine dopo la caduta di Bologna e tiene vivo il derby per lo scudetto col Milan. Rilanciato al primo posto in classifica da tre svarioni in altrettante partite nel giro di una settimana: prima quello di Acerbi allo scadere della trasferta vinta dai rossoneri all'Olimpico, poi quello di Radu nel recupero infrasettimanale perso dai nerazzurri e ieri quello di Terracciano in occasione del gol-vittoria segnato da Leao contro la Fiorentina a San Siro. Errori che rischiano di rivelarsi determinanti per l'assegnazione del tricolore.

Nel successo dell'Inter sull'Udinese alla fine risulta decisivo il rigore guadagnato da Dzeko e poi segnato da Lautaro. Scherzo del destino, ancora una volta è servito l'aiuto del Var sia per il fallo, sia per la trasformazione. Un po' come era successo un mese fa (quando erano stati protagonisti Dumfries e Calhanoglu, assenti ieri) contro un'altra squadra bianconera: la Juventus, avversaria dei nerazzurri nella finale di Coppa Italia in programma mercoledì 11 maggio a Roma. Prima c'è l'anticipo di venerdì a San Siro con l'Empoli, un altro appuntamento in cui è assolutamente vietato fallire. Per poi sperare in un'altra fatal Verona. Per arrivare alla seconda stella all'Inter non basta più vincere: deve anche "gufare", ma la sensazione è che Hellas, Atalanta e Sassuolo non fermeranno la corsa del Milan verso lo scudetto.