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Dal tetto del mondo ai primi due posti della Serie B. Uno coprendo sempre le spalle all'altro. Alessandro Nesta e Filippo Inzaghi hanno vinto tutto, e lo hanno fatto insieme. Al Milan due Champions League, due scudetti, due Supercoppe europee, un Mondiale per club, una Coppa Italia, due Supercoppe italiane; con l'Italia un Mondiale. Il primo esploso alla Lazio, predestinato, il secondo passato da Atalanta e Juve, affamato: si sono trovati, in rossonero, hanno giocato e imparato. Sì, perché in panchina c'era Carlo Ancelotti, c'è sempre stato Carlo Ancelotti (tolti gli ultimi due anni di Allegri), e dal maestro hanno imparato qualcosa...

PIPPO VOLA - Filippo Inzaghi sta facendo qualcosa di straordinario, unico nella storia della Serie B: il suo Benevento ha perso una sola partita, ne ha pareggiate 6, ne ha vinte 18. 60 punti, +19 sulla terza, miglior attacco con 45 gol realizzati, miglior difesa con 13 reti subite. La Juventus, nel 2006, vinse con 85 punti, ma la B era a 22 squadre, ora è a 20. La media punti delle Streghe è 2,4 a partita, quella dei bianconeri era di 2,02. E il merito, oltre che di Vigorito e del ds Foggia che è hanno costruito una squadra da urlo, con giocatori di categoria superiore, va dato anche a SuperPippo: dopo una parte di stagione, la scorsa, da dimenticare a Bologna, è tornato in B per confermare quanto di buono già fatto vedere ai tempi di Venezia, quando da neopromosso arrivò ai playoff. Difesa solida, fantasia in attacco: alla Carletto, insomma. Pronto a riprendersi la Serie A da protagonista.
NESTA BUNKER - Miglior attacco per l'ultimo grande 9 del Milan, seconda miglior difesa (19 reti subite) per uno dei migliori difensori della storia del calcio italiano: dopo un avvio difficile, il Frosinone di Nesta ha trovato la strada giusta e, nel 2020, non ha ancora perso: un pareggio col Pordenone, poi 5 vittorie consecutive, quattro per 1-0, l'ultima per 2-0. Dopo il primo anno a Perugia, un salto di qualità a Frosinone. Il prossimo step? La Serie A, coi gialloblù, secondi in solitaria, o con un nuovo club pronto a puntare su di lui. 0 gol subiti, poi, è il dato che balza all'occhio, con un Nesta che dal punto di vista tattico ha cambiato qualcosa: dal 4-3-1-2 di Ancelottiana memoria, utilizzato sia nell'esperienza a Miami, sia a Perugia, sia all'inizio in Ciociaria, è passato al 3-5-2. Solidità per la fantasia, ma senza dimenticare il suo riferimento: "Sempre Carlo Ancelotti". Perché conta la filosofia, non il modulo. E quella del Milan di Ancelotti, dove c'erano Nesta e Inzaghi, era vincente. 

@AngeTaglieri88