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Classica se ce n'è una, Italia-Germania racchiude in sé buona parte della storia della nostra Nazionale di calcio, una partita che per i colori azzurri riporta alla memoria alcuni dei momenti più belli e vincenti. Oggi vediamo come tutto ha avuto inizio in quella prima sfida di quasi 100 anni fa.

L'ITALIA DEGLI ANNI'20 - Terminata la lunga parentesi della Prima guerra mondiale, in Italia riprende il campionato e anche la Nazionale si rimette in cammino ufficialmente. I primissimi anni'20 sono anni difficili, anche la partecipazione al torneo olimpico di Anversa nel 1920 è avaro di soddisfazioni. È una Nazionale che stenta a trovare la giusta guida tecnica, ad ogni partita cambia la Commissione Tecnica ed è espressione della confusione di idee che regna anche in Federazione. Meglio sarebbe scrivere che la confusione in quegli anni regna un po' ovunque in Italia, nel calcio come nella vita politica e sociale. Sono gli anni del doppio campionato di calcio e del “Biennio rosso” che travolge il già lacerato tessuto politico-sociale dell'Italia del dopoguerra e che sfocerà nella “Marcia su Roma”.

Il torneo olimpico di Anversa segna però in qualche modo una svolta. Con il biennio 1921-22, infatti, la Nazionale italiana coglie alcuni prestigiosi risultati, come la prima vittoria in Francia, la vittoria in rimonta da 0-2 a 2-3 in Belgio e lo spettacolare pareggio nel primo confronto con l'Austria dal termine della guerra. Ormai la Nazionale, irrobustita da una nuova leva di calciatori, può confrontarsi senza timori con le rappresentative più forti del continente, ed è con questa convinzione che si prepara ad incontrare la Germania il giorno di Capodanno del 1923.

GLI ESORDI DELLA FUSSBALLNATIONALMANNSCHAFT - Il calcio degli inizi in Germania sconta necessariamente la frammentazione politica dei Länder, ciascuno dei quali ha campionati locali. Dal punto di vista politico-calcistico ottantasei società calcistiche tedesche nel gennaio del 1900 a Lipsia danno vita alla Deutscher Fußball-Bund, la Federazione calcistica tedesca. Già nel luglio del 1899 durante un evento sportivo tenutosi a Lipsia si era iniziato a discutere sulla possibilità di creare una federazione calcistica nazionale: da quella discussione e dalle successive si arriva, dunque, al 28 gennaio 1900 alla fondazione della DFB con primo presidente Ferdinand Hueppe. La nazionale tedesca fa il suo esordio ufficiale nell'aprile del 1908 quando a Basilea gioca una partita amichevole contro la Svizzera, perdendo per 5 a 3. In realtà già tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX alcune selezioni tedesche avevano giocato incontri non ufficiali contro altrettante selezioni inglesi, ma è con la partita di Basilea del 1908 che inizia ufficialmente la storia della nazionale tedesca. Primo appuntamento di un certo rilievo internazionale – peraltro lo stesso anche per l'Italia – la partecipazione ai Giochi olimpici del 1912. La Germania partecipa al torneo olimpico in Svezia del 1912: sconfitta dall'Austria nel turno preliminare, la Germania deve accontentarsi del torneo di consolazione – come l'Italia – dove in semifinale viene sconfitta dall'Ungheria. Se il dopoguerra per la Germania è tragico e difficilissimo, non va certo meglio per la Nazionale di calcio. Il Paese è uscito con le ossa rotte dalla Prima guerra mondiale, la questione del pagamento delle riparazioni e i costi relativi imposta dagli alleati vincitori è un macigno per la politica, la società e l'economia tedesca. La lettera dell'11 novembre 1922 che l'Ambasciatore a Berlino Frassati manda a Mussolini, da poco diventato Presidente del Consiglio dei Ministri, descrive alla perfezione il dramma tedesco:

La dissoluzione finanziaria della Germania procede inesorata il suo corso. Più che dissoluzione ormai è sfacelo. Gli sbalzi violenti della valuta di migliaia di punti al giorno; torrenti di carta moneta e di buoni dilaganti dalle Officine dello Stato (solo nell'ultima settimana 60 miliardi di marchi 61 buoni); il debito dello Stato salito a tali altezze che per rappresentarlo sono necessari ormai numeri astronomici (4 milioni di miliardi). (…) Conseguenze immediate della tempesta il costo della vita salito a prezzi fantastici (nel solo mese da settembre a ottobre l'aumento
è stato del 67 %); e con il dilagare della miseria e lo spettro della fame dinanzi
il diffondersi di quella nervosità, quel senso di disagio e quella speranza di
novità liberatrici che sempre nella Storia sono state foriere delle grandi catastrofi
sociali e politiche
”.

Soprattutto l'inflazione – che nel 1923 diventerà iperinflazione – in Germania ha effetti devastanti, aspetto niente affatto secondario, se assommato all'occupazione francese della Ruhr, nella crescita del revanscismo nazionalista che porterà, nel medio futuro, all'imponente ascesa di Adolf Hitler.
ITALIA-GERMANIA - Nazioni alleate sino al maggio del 1915 poi nemiche durante la Grande guerra, Italia e Germania si incontrano su un campo da calcio per la prima volta nella loro storia lunedì 1° gennaio del 1923, a Milano (foto La Domenica del Corriere). La gara era stata preceduta a Natale dall'amichevole di preparazione giocata dalla Nazionale a Novi Ligure. A differenza delle altre volte, non una partita utile per selezionare l'undici di partenza, ma proprio un'amichevole giocata per testare la formazione che avrebbe incontrato la Germania. I tedeschi, giunti il 31 dicembre da Verona a Milano in treno, vengo accolti alla stazione centrale da una folta rappresentanza del calcio italiano: tra gli altri, il presidente della Lega Nord Baruffini, Umberto Meazza della Commissione Tecnica e Renzo De Vecchi capitano della Nazionale accompagnano i tedeschi all'Hotel Terminus per i convenevoli di rito.

Italia e Germania, dunque, scendono in campo lunedì 1° gennaio. Il primo tempo che si conclude sullo 0 a 0 ha visto buone occasioni da ambo le parti, ma è la ripesa che regala le emozioni più intense. L'Italia parte ancora forte, ma ben presto la migliore prestanza fisica dei tedeschi ha la meglio e la Germania prende il sopravvento, tanto che al 72° Seiderer porta in vantaggio i tedeschi, ammutolendo lo stadio. La “frustata” - per dirla come la racconterà Ettore Berra su Paese Sportivo – è salutare, tanto che gli Azzurri cercano di riprendersi: l'Italia riesce a pareggiare dopo 7 minuti con Cevenini III, approfittando di una indecisione del portiere tedesco. Il pubblico si rianima e spinge la Nazionale verso l'impresa. Prima Santamaria all'85° e poi Migliavacca all'89° fissano il punteggio finale sul 3-1 per l'Italia.

La vittoria sulla Germania dal punto di vista squisitamente calcistico permette all'Italia di proseguire nella lunga e prestigiosa striscia vincente, mentre più in generale consente a certi sentimenti politici di poter essere esaltati da una parte del giornalismo. In particolare interessante è come il Guerin Sportivo sul numero del 5 gennaio titoli a tutta pagina: “Uber Alles che suonata! L'Italia travolge in stile fascista lo squadrone germanico!” e a commento: “(...) Quella di domenica a Milano è moralmente la più bella vittoria che l'Italia potesse augurarsi. (…) Il confronto l'abbiamo voluto noi e siamo andati a cercarlo, e non abbiamo fatto come la Francia che – fossilizzata nei reliquati di guerra – ha rifiutato sistematicamente d'incontrarsi con gli ex-nemici....Il 1° Gennaio 1923, l'Italia, col suo ardire e col suo spirito generoso, ha inflitto più che una sconfitta alla Germania, una lezione alla Francia!”.

In Italia sta cambiando un po' tutto e il calcio, come ben sappiamo, non ne resterà immune.




(Alessandro Bassi è anche su http://storiedifootballperduto.blogspot.it/)