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Cantava Gaber il profeta: "Hanno occupato anche la Rai, la grande industria, gli operai, anche le scuole e i sindacati...". E così domenica qualcuno ha pensato, tra il serio e il faceto, all'attentato, al sabotaggio, al colpo di Stato. Era, più semplicemente, un autogol. Una cosa da ignavi. E il peccato di ignavia, la mancanza di volontà e di forza morale, è proprio quello di cui si macchia la tv di Stato.

Ma come? Già c’è il canone-gabella, cui non corrisponde un adeguato servizio pubblico, e che infatti sempre più abbonati dichiarano di non voler pagare; inoltre, proprio ai cittadini del Piemonte occidentale era stato chiesto, tra i primi, il sacrificio del digitale terrestre, e proprio la tv di Stato consente che salti un ripetitore importante? Ma ci deve essere il piano B.

Non si può aspettare quasi due ore che il guasto si aggiusti. Dobbiamo sentirci utenti di serie B perché non abbiamo Sky? Cara Rai, vedrai che così facendo l'emigrazione definitiva avverrà, e sarà massiccia e inarrestabile.