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C'era una volta il blocco-Juve con la BBBC a dominare l'inizio di ogni formazione annunciata negli stadi dove scendeva in campo la Nazionale. Prima e dopo è stata la volta del blocco-Milan con Baresi-Maldini-Costacurta prima e Donnarumma-Romagnoli-Bonaventura (e per un anno anche Bonucci) poi. E poi c'è l'Italia di oggi, quella allenata da Roberto Mancini che di "blocchi" non ne vuole, o forse non può, sentir parlare.

CALCIO GLOBALE - Quelle del Commissario Tecnico jesino sono state convocazioni che si adeguano alla realtà del nostro calcio, sempre più globale, sempre più multietnico e in cui poche, pochissime, squadre puntano ancora su tanti elementi della stessa nazionalità, ancor più se italiana. Non succede più alla Juventus, che spesso si è ritrovata con il solo Bonucci in campo da titolare, succede solo in parte a Inter e Milan, con i nerazzurri in crescita dall'arrivo di Antonio Conte in panchina e il duo Sensi-Barella in mezzo al campo. Succede sempre meno alla Roma, falcidiata dagli infortuni,ma  che con Cristante, Zaniolo, Pellegrini, Florenzi, Spinazzola, Mancini potrebbe rappresentare un principio di "zoccolo duro".

NIENTE BLOCCHI - Per questo quella che scenderà in campo domani sera contro la Grecia sarà un'italia globale, variopinta (sì anche di verde come la maglia) con solo Lazio e Juventus che potrebbero (con Bonucci-Bernardeschi e Acerbi-Immobile) avere non uno ma due rappresentanti nell'11 titolare. Un segnale del cambiamento, ma anche una necessità resa virtù da Mancini che dal momento del suo insediamento ha fatto scelte precise e ben indirizzate. Questa è un'Italia senza blocchi, ma è già l'Italia di Mancini.