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    Italia Under 19, Nunziata a CM: 'La Nazionale dà esperienza se un giocatore è bravo l'età non conta'

    Italia Under 19, Nunziata a CM: 'La Nazionale dà esperienza se un giocatore è bravo l'età non conta'

    • Emanuele Tramacere
    Tre vittorie su tre, un solo gol subtio e 8 realizzati. L'Italia Under 19 nel corso della sosta di ottobre ha strappato con merito il pass per la Fase Elite del percorso di qualificazione alla fase finale degli Europei di categoria che si disputeranno la prossima estate, dal 18 giugno all'1 luglio 2022 in Slovacchia. Nel corso di questa sosta per le nazionali gli Azzurrini saranno impegnati in un doppio confronto amichevole a Budapest contro l'Ungheria e per l'occasione Calciomercato.com ha avuto l'occasione di intervistare il Commissario Tecnico Carmine Nunziata. 

    Nunziata, ripartendo dalla penultima sosta e dalla qualificazione alla fase Elite conquistata. Dove può arrivare questa Nazionale?
    "Dove può arrivare ce lo dirà come sempre soltanto il campo. Quello che posso dire è che noi vogliamo arrivare all'Europeo. Credo sia normale che l'obiettivo debba essere questo, poi tutto passerà anche dal percorso. Ci sono altre 6/7 nazionali che da sempre producono grandi risultati a livello giovanile, ma noi ce la giochiamo con tutti".

    Tre vittorie, un solo gol subito contro Islanda, Lituania e Slovenia che indicazioni sono arrivati per il proseguo di questo progetto?
    "Sicuramente durante l'ultima sosta abbiamo fatto un buon girone, una buona prima fase che ha dato il risultato che speravamo, ovvero il passaggio alla fase successiva. E' normale che in questa fase del torneo abbiamo affrontato squadre che sulla carta potrebbero essere inferiori alla nostra, ma nessuna partita a livello giovanile è mai semplice, soprattutto in un periodo in cui le gare giocate sono state poche".

    A tal proposito gli ultimi due anni per le competizioni giovanili (club e nazionali) non sono stati semplici, come si recupera il tempo perso e come si “salvano” questi ragazzi?
    "Non aver fatto esperienza, soprattutto a livello internazionale può incidere. Dobbiamo fare il massimo per questi ragazzi perché anche le nazionali e non solo i torni sono state ferme. Per le annate che non hanno avuto queste finestre non è facile, anche perché l'esperienza la si acquista solo giocando. Non è una questione legata solo all'Italia, ma è uguale per tutti. Il tempo non si recupera, quando lo hai perso lo hai perso. Puoi solo lavorare per ridurre il margine".

    Venendo alle prossime gare, fra qualche giorno l'Italia sarà impegnata due volte con l'Ungheria in amichevole. Quali sono gli obiettivi di questa trasferta?
    "Mi riaggancio a quanto detto prima: queste due partite servono proprio a quello, a far fare esperienze a livello internazionale a questi ragazzi, che li aiutano ad ampliare il proprio bagaglio e di conseguenza poi essere un valore per l'Italia e per i club. Lavoreremo su questo anche perché in Nazionale per me nessuna partita è mai un'amichevole. Poi sfrutteremo queste gare per correggere qualcosa, seppur poco, che non ha funzionato nelle altre gare, e poi daremo anche spazio a ragazzi che magari sono da valutare per il futuro e potranno avere la propria chance di entrare in questo giro"

    Qualcuno dei suoi ragazzi ha già avuto l'occasione di trovare l'esordio in prima squadra penso a Mancini, Scalvini, Gnonto. Che soddisfazione si prova e quanto può aiutare la Nazionale nell'inserimento di questi ragazzi nelle rotazioni delle prime squadre?
    "La soddisfazione c'è sempre non solo da parte di tutta la nazionale, ma anche del Club Italia. Noi i ragazzi li aiutiamo perché tanti di loro fanno un percorso molto ampio, che per molti di loro addirittura inizia dall'Uner 15 a salire. Molti di questi ragazzi hanno fatto l'intera trafila. Facendo esperienza in campo internazionale gli diamo qualcosa in più. Penso
    all'esempio di Pirola che ho avuto in Under 17 e ha fatto un Mondiale, poi un Europeo e ora gioca fra Under 21 e prima squadra nel club".

    Negli ultimi giorni molti suoi colleghi come Mourinho e Allegri hanno puntato il dito sui giovani “non pronti” per una big. Hanno ragione o c'è mancanza di coraggio nel nostro campionato? 
    "Io resto dell'idea che se un giocatore è bravo, è bravo e trova spazio. Ci sono quelli che son già bravi da subito e quelli che hanno bisogno di fare un percorso. All'estero ci sono giocatori che a 18 anni fanno la prima squadra, ce ne sono altri che magari iniziano a giocare nelle serie minori. Dipende dal giocatore, ma se un è bravo alla fine gioca".

    Tornando al campo, nelle tre gare di qualificazione ha usato il 4-3-1-2 a rombo, mentre Under 21 e Nazionale maggiore insistono con il 4-3-3. La scelta del suo 4-3-1-2 va nella direzione sottolineata dal ct Nicolato che sottolinea la totale assenza di ali d'attacco fra i giocani italiani? 
    "Quello che penso io, ma è anche quello che pensiamo noi del mio staff e più in generlae del Club Italia è che a livello giovanile la la cosa migliore si mettere i giocatori nelle condizioni di poter esprimersi al meglio. Siamo un pochino noi che ci adattiamo alle qualità dei calciatori. E' normale che se non ci sono ali, fai il rombo, altrimenti lavori sul 4-3-3. Alla fine noi convochiamo i giocatori più bravi e in base a quello scegli il sistema di gioco perché ripeto, la cosa migliore è sempre quella di mettere i giocatori nel proprio ruolo migliore, perché altrimenti sarebbe controproducente per il ragazzo".

    Lei ha a che fare con ragazzi molto giovani, ma che sono già assistiti da agenti importanti. Molti di loro si stanno lamentando del fatto che il “decreto crescita” abbia penalizzato molti calciatori italiani in favore di giocatori stranieri anche a livello giovanile. Lei che idea si è fatto? Risente di queste scelte quando studia i ragazzi da convocare?
    "Ma guarda io credo che oggi sia normale, non ci vedo nulla di strano perché viviamo in un'Europa aperta, siamo molto più internazionali del passato. Non ci vedo niente di male perché sebbene sia normale che se prima magari avevi il 100% della scelta oggi ne abbiamo il 70%, ma per noi quello che fa la differenza è il lavoro dei settori giovanili delle società e devo dire che ultimamente sono bravi nel fornirci dei ragazzi che possono fare bene".

    @TramacEma

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