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Prosegue oggi il referendum di calciomercato.com per nominare il calciatore italiano del Millennio. Nuova sfida per i quarti di finale: Totti-Cannavaro. A disposizione ci sono tre punti: 1 assegnato dalla giuria tecnica, 1 dalla redazione di Calciomercato.com e 1 dal voto degli utenti (VOTA). Il sondaggio tra gli utenti si chiuderà domani alle 16 e vi sveleremo chi ha vinto questo primo duello in serata, venerdì mattina presenteremo il terzo quarto di finale. 

Il primo quarto di finale dell’“Italiano del Millennio” nell’altra parte del tabellone è Totti-Cannavaro. Chi avrà la meglio, sfiderà in semifinale il vincente di Del Piero-Toni. Fabio ha tre anni più di Francesco e ha smesso di giocare ad alti livelli sette anni prima. Hanno percorsi profondamente diversi, in realtà è difficile trovare un fedele alla propria maglia come Totti.
Cannavaro ha iniziato il primo ventennio del Duemila col Parma, è passato all’Inter (due stagioni), alla Juventus (altre due), al Real Madrid (tre) di nuovo alla Juve dove ha chiuso nel 2010, anche se in realtà ha fatto il suo prepensionamento a Dubai con l’Al-Ahli Club. In quel periodo ha vinto una Coppa Italia col Parma, due volte la Liga e una Supercoppa di Spagna col Real Madrid. Ha vinto soprattutto il Mondiale del 2006 e quell’anno, anche in qualità di capitano della Nazionale campione del Mondo, si è ggiudicato il “Pallone d’Oro”. Dal 2014 fa parte della hall of fame del calcio italiano nel categoria Calciatore Italiano.
   
La carriera del Duemila di Totti è molto più semplice, dalla Roma alla Roma, senza interruzione, con la fascia di capitano al braccio, col 10 e, nei momenti difficili, con tutta la squadra sulle spalle. Nel 2001 ha vinto lo scudetto, in giallorosso ha poi conquistato due volte la Coppa Italia e due volte la Supercoppa Italia. C’era anche lui in Germania nel 2006, anche se non al meglio della condizione. Nella hall of fame del calcio italiano è entrato nel 2018. Fare un paragone come giocatori è impossibile. Cannavaro era un 5 vero, come Totti era un 10 vero. L’aggressività da una parte, la classe dall’altra. Vediamo come la pensano i lettori del nostro sito