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Questa foto è stata scattata il 23 aprile 2012, a Roma, in occasione della visita nella capitale di Joseph Blatter, presidente della Fifa, insignito del premio "Le ali della vittoria" dal presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Carlo Tavecchio.
Già per il fatto di avere premiato Blatter, quello che il 9 luglio 2006, a Berlino, si rifiutò di consegnare la Coppa del mondo agli azzuri di Lippi, salvo strisciare anni dopo davanti a loro in un albergo romano, Tavecchio dovrebbe chiedere scusa. 
Anche se, naturalmente, non ci sono paragoni rispetto all'intollerabile gaffe razzista del Numero Uno dei Dilettanti che ha fatto il giro del mondo, suscitando indignazione e ribrezzo mentre anche il Cesena, dopo la Fiorentina, l'ha scaricato. 

A questo proposito, vi sottoponiamo le seguenti parole, perchè indoviniate chi le abbia pronunciate.

Dichiarazione 1: "La federazione si sta rivolgendo al mondo dei dilettanti, lo zoccolo duro della federazione. E' importante anche sul piano etico, perché il calcio italiano vuole ripartire da valori veri". 

Dichiarazione n.2: "Le questioni di accoglienza sono un conto, quelle del gioco un altro. L'Inghilterra individua dei soggetti che entrano, se hanno professionalità per farli giocare, noi invece diciamo che Opti Poba è venuto qua, che prima mangiava le banane, adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così. In Inghilterra deve dimostrare il suo curriculum e il suo pedigree".

Dichiarazione n.3: "Ho dovuto leggere almeno quattro volte le dichiarazioni del Presidente Tavecchio per la paura di aver preso un abbaglio e di aver capito "fischi per fiaschi". La mia reazione è stata di profonda amarezza e di grande fastidio. Sono dell'idea che, dopo aver condiviso la sua candidatura perchè abbracciava le modifiche di rinnovamento, elaborate soprattutto dai Presidenti Lotito della Lazio e Agnelli della Juventus sul futuro del calcio italiano, da oggi tutti i Presidenti della Lega di Serie A dovrebbero sentirsi liberi di votare per la presidenza federale in assoluta autonomia, seguendo solo le proprie convinzioni e la propria coscienza".  

Avete indovinato? La dichiarazione n.1 è di Franco Carraro, la n.2 è di Carlo Tavecchio, la n.3 è di Giorgio Lugaresi che onora con le sue parole, il nome della grande famiglia cui appartiene, nel segno dell'indimenticabile Edmeo.

Ora, se un personaggio del calibro di Carraro che, dopo essersi coperto di gloria nel calcio italiano, si schiera con Tavecchio asserendo che sia "importante anche sul piano etico, perché il calcio italiano vuole ripartire da valori veri", c'è una ragione di più per mandarli tutti a casa.

Ha scritto calciomercato.com il 3 luglio scorso: "I tifosi della Nazionale non hanno mai dimenticato che nel 2002, dopo il fallimento azzurro ai mondiali nippocoreani, anzichè dimettersi dalla presidenza della Figc, come ha fatto il 24 giugno scorso il suo successore, Carraro è rimasto al suo posto. 

I tifosi della Fiorentina lo ricordano sempre con affetto, quando ripensano alla loro squadra, inverecondamente sbattuta in C2 nell'estate 2002 e rammentano il trattamento diverso riservato alla Lazio nel 2002, alla Roma e al Napoli nel 2003.

Nell'estate 2006, invece, lo stesso signore fu costretto ad andarsene dopo lo scoppio di Calciopoli. Il 13 agosto di quell'anno, con un'indimenticabile dichiarazione pubblica, disse: "Il mio è stato un grave errore di poliica sportiva. Non ho visto il marcio. Giusto dimettersi"...
Al che, uno ingenuamente pensa: dopo tanto indefesso attivismo, all'alba dei 75 anni che compirà il 6 dicembre, almeno in materia di Federcalcio questo sta zitto e viaggia rasente i muri. Oppure, propone a Blatter e a Platini di andare in vacanza su un atollo del Pacifico per restarci il più a lungo possibile parlando di moviola in campo, peso politico della Federcalcio italiana nell'Uefa e nella Fifa. Macché. 

Otto anni dopo, rieccolo pontificare sul presente e su futuro del calcio italiano. Trattasi di Franco Carraro, 74 anni, per tre volte ministro della Repubblica,  attualmente senatore della Repubblica, dall'82 membro del Comitato Olimpico Internazionale, dall'89 al '93 sindaco di Roma, dal 1966 al 1968 membro del Consiglio direttivo della Lega nazionale professionisti, dal '68 al '72  Consigliere federale,  nel '71 presidente della Commissione per i rapporti fra la FIGC ed il sindacato calciatori, dal '71 al '73 presidente del settore tecnico, dal '73 vicepresidente della Figc, dal '73 al '76 presidente della Lega nazionale professionisti, dal '76 al '78 presidente della Figc, dal '77 al '78 commissario straordinario della Lega Calcio, dal '78 all'87 presidente del Coni, dall'86 all'87 commissario straordinario della Figc, dal '93 al '97 presidente della Fondazione Giulio Onesti - Accademia Olimpica Italiana, dal '97 al 2001 presidente della Lega Nazionale professionisti, dal 2001 al 2006 presidente della Figc, dal 2004 al 2009 membro del comitato esecutivo Uefa".
Stamane, al Corriere della Sera, Carraro a proposito delle corbellerie tavecchiane ha dichiarato: "Le sue parole, inquadrando un tema ampiamente condiviso, restano inaccettabili".
Eh? Sgomento, l'ottimo intervistatore Daniele Dallera insiste: quale sarebbe il "tema ampiamente condiviso"?
 
Carraro:  "Il tema ampiamente condiviso è quello dell'arrivo in Italia di giocatori dalla qualità tecnica inadeguata e non funzionale alla esigenze della Nazionale, compreso il problema di passaggi e intermediazioni che rendono eccessivo il costo degli stessi giocatori".

Ma cosa c'entra tutto questo con uno che afferma: "Noi diciamo che Opti Poba è venuto qua, che prima mangiava le banane, adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così. In Inghilterra deve dimostrare il suo curriculum e il suo pedigree". 

Il pedigreee, capito? Il pedigree che, recita wikipedia, è un termine equivalente ad albero genealogico, usato per indicare l’elenco completo degli ascendenti paterni e materni di un animale, quale risulta da appositi libri genealogici.

E Carraro, come Galliani, come Lotito, vuole Tavecchio presidente della Figc? E tutto questo mentre la Fifa ha aperto un'inchiesta e, una volta tanto, molti politici italiani dicono una cosa sensata, cioè che uno che dice quelle cose non può fare il capo della Federazione 4 volte campione del mondo,1 volta campione olimpica e d'Europa, vicecampione d'Europa in carica.

A proposito: qualcuno ha notizie dell'esimio procuratore Palazzi? E' in vacanza?  Si è dimesso? Quando deferisce Tavecchio, visto che per molto meno, altri tesserati sono stati puniti dalla giustizia sportiva?

Malagò, facci la grazia: manda il commissario in via Allegri e spazza via questo sistema.  Ma fai presto.

Xavier Jacobelli
Direttore Editoriale ww.calciomercato.com


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Nella foto: il presidente della Fifa Joseph Blatter durante la visita in Figc. Da sinistra: il direttore generale Antonello Valentini, Franco Carraro, il vice presidente vicario Carlo Tavecchio, il presidente della Fifa Joseph Blatter, il presidente della Figc Giancarlo Abete, il vice presidente Mario Macalli, il vice presidente Demetrio Albertini e il segretario federale Antonio Di Sebastiano (foto: Andrea Panegrossi/GMT). Foto tratta dal sito www.settoretecnico.figc.it)