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A mano a mano che si avvicina il debutto degli azzurri nel mondiale (Manaus, 14 giugno, ore 24 italiane, Italia-Inghilterra), sale la febbre per Brasile 2014 e la passione per gli azzurri si moltiplica. Va bene così, come va bene che Irlanda e Lussemburgo siano stai due test più ricchi di ombre che di luci. E non è soltanto una questione di mera scaramanzia ripensando a ciò che accadde prima dei mondial '82, 2006 e dell'Europeo 2012.

Così come le disquisizioni sul nuovo tandem Pirlo-Verratti, Balotelli uomo di riferimento e la modulistica assortita che impazza in questi giorni sull'asse Italia-Mangaratiba.

La verità è semplice: giusta o sbagliata che sia, questa è la nostra Nazionale, la comanda un uomo solo, di cui ci dobbiamo fidare e che verrà gudicato sulla base dei risultati. Quelli che ha già ottenuto sono incontrovertibili: vicecampione d'Europa, terzo in Confederations Cup, qualiifcato ai mondiali imbattuto e con due turni d'anticipo.
Per questo, noi stiamo con Prandelli e con gli azzurri. E lo diciamo prima, come abbiamo sempre fatto, perchè in caso di trionfo sapremo chi buttare giù dal carro dei vincitori, In caso di sconfitta, staremo con i vinti.

Per il poco che vale la mia opinione, non ho condiviso né la posizione del ct sul caso Chiellini e il codice etico ad personam a lui applicato né l'esclusione di Giuseppe Rossi. Ma, in un Paese in cui assumersi le proprie responsabilità è lo sport meno praticato, vivaddio, onore a Prandelli il quale ha il diritto di decidere e decide.

Xavier Jacobelli
Direttore Editoriale www.calciomercato.com