Andrea Romeo, 43 anni, ex arbitro della sezione di Verona (96 partite in serie A in 10 stagioni), si è dimesso dall'Associazione Italiana Arbitri, alla quale apparteneva da 28 anni. Marcello Nicchi, il presidente dell'Aia, gli aveva negato l'autorizzazione ad andare a Sky per parlare dei problemi arbitrali. Romeo ci è andato lo stesso, dopo avere restituito la tessera.

Romeo ha dichiarato stamane alla Gazzetta dello Sport: "Nicchi mi fa: Andrea, non è il momento. La verità è che non è mai il momento giusto, mentre in altri Paesi è un fatto normale. Il presidente forse pensa di proteggerci, ma siamo sempre più isolati. E diventiamo facili bersagli. Prima mi sono dimesso. Conosco le regole: ero nei quadri tecnici della serie D. Non ho dormito una notte, ma pi sono sato bene. Ho ricevutontante telefonate dei colleghi i atività: sono con me perchè non permetterci di parlare è un grave errore. Una cosa fuori dai tempi: per i tifosi siamo quelli da insultare, sbagliamo in malafede...".

Romeo ha fatto bene: a lui calciomercato.com esprime la massima solidarietà per un gesto che gli fa onore e dimostra una volta di più come la Casta arbitrale debba essere spazzata via.

Basta con l'arroganza di questo sistema, i cui vertici non ammettono mai gli errori e ripetono una, dieci, cento volte: "Gli arbitri italiani sono i migliori del mondo". Ma dove? Ma quando?
Basta con i divieti medievali che negano libertà e diritto di parola agli ufficiali di gara come se fossero incapaci di esprimere compiutamente le proprie opinioni. Ma chi è Nicchi per arrogarsi il diritto di vietare a Romeo di andare in tv? Le regole lo proibiscono? E allora le cambi queste regole. 

Ha ricordato Romeo: "Il presidente dell'Aia aveva promesso di restiture la parola agli arbitri. Forse ha cambiato idea, lo ritengo un errore e, siccome sono abituato ad assumermi le mie responsabilità, ho deciso di dimettermi".
Qua la mano, signor Romeo e tenga duro. A fine campionato se ne va Braschi, anche se il mandato di Nicchi scade nel 2016 e, il 10 novembre 2012, quando è stato rieletto, ha minacciato di ricandidarsi per la terza volta fra due anni. Peraltro, l'eventualità è attualmente esclusa dalla normativa in vigore, ma, si sa, questo è il meraviglioso Paese dove tutto cambia, tranne il Sistema arbitrale. Ma, prima o poi, verrà giù anche quello. Anche a colpi di Romeo.


Xavier Jacobelli
Direttore Editoriale www.calciomercato.com