Le indagini sono chiuse, ma in casa Juventus le cose potrebbero aggravarsi ancora: secondo La Repubblica, la Guardia di Finanza sta continuando a scavare nelle carte del club bianconero fra bilanci, scritture private e contratti di compravendita calciatori per accumulare altre prove. Come detto l’ufficialità della chiusura delle indagini, che porterà molto probabilmente al rinvio in giudizio degli indagati, non sta fermando gli investigatori che ora si concentrano sulle operazioni legate al calciomercato con le altre società italiane e non.

34 MILIONI - l momento i Pm Marco Gianoglio, Mario Bendoni e Ciro Santoriello si stanno concentrando su un extradebito di almeno 34 milioni di euro. Su questo lo stesso ds juventino Federico Cherubini aveva ammesso in udienza: "Ci sono sette milioni di debito con l’Atalanta mai messi a bilancio". Un’ulteriore prova sarebbe un’intercettazione dove si sente Maurizio Arrivabene, amministratore delegato rimasto con delega ma che ha presentato anche lui le dimissioni, dire: "Sappiamo quanto dobbiamo all’Atalanta".
GLI AFFARI NEL MIRINO - Allo stato attuale delle indagini, questi 7 milioni dovuti alla società bergamasca non si ha la conferma da dove nascono, ma molto probabilmente si riferiscono all’affare Romero-Demiral, quando l’argentino fu ceduto all’Atalanta per 16 milioni e due giorni dopo il club bergamasco lo vendette a sua volta al Tottenham per 50. Sotto la lente d’ingrandimento è finita anche la compravendita di Dejan Kulusevski, citato anche nel “libro nero” su Fabio Paratici, ora Ds proprio al Tottenham, scritto da Cherubini tra gli "investimenti fuori portata".