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Le dimissioni di Andrea Agnelli e di tutto il CdA della Juve hanno sovrastato ogni altra notizia. Una mossa che ha in ogni caso portato a delle reazioni in Procura, soprattutto che era stato preceduto da ulteriori sviluppi all'interno dell'inchiesta condotta dai sostituti procuratori Ciro Santoriello e Mario Bendoni e dal procuratore aggiunto Marco Gianoglio. Il primo risvolto sul piano giudiziario sarebbe l'intenzione da parte dei Pm di rinunciare all'appello contro la decisione del Gip (Lodovico Morello) che lo scorso 12 ottobre aveva respinto la richiesta di misure cautelari e l'interdizione delle cariche societarie di alcuni indagati, tra cui proprio Agnelli. Dopo le dimissioni, infatti, cade l'eventualità di reiterazione dei presunti reati con l'approvazione di un ulteriore bilancio (2021-2022) che già non convince gli inquirenti.
NUOVI DETTAGLI – Prima delle dimissioni, invece, in Procura erano passati tra venerdì e lunedì sindaci e revisori dei conti in carica durante il triennio finito sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti e della Consob per farsi interrogare dai Pm. Che nel frattempo avrebbero raccolto ulteriori elementi dallo studio di tutto il materiale raccolto in oltre un anno di indagini e che potrebbero anche portare a ulteriori capi d'accusa: secondo la tesi della Procura di Torino infatti ci sarebbero delle scritture private non depositate in Lega anche riferite a delle opzioni di riacquisto sulla compravendita di alcuni giocatori, delle ulteriori “side letter” che si aggiungono a quelle già individuate a proposito delle famose manovre stipendi e che avrebbero portato a delle storture nei bilanci. Ma anche di queste "side letter" non sarebbero stati a conoscenza i vari componenti dei collegi sindacali e i revisori dei conti interrogati, che pure avevano l'obbligo giuridico di controllo della contabilità. E occhio alla questione legata alle presunte false fatturazioni ad agenti per servizi non prestati, secondo gli inquirenti potrebbero essere riferite a delle commissioni per il trasferimento di calciatori minorenni, compensi proibiti anche a termini di regolamento Fifa.