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    Juve-Berardi: pianti, chiamate senza risposta e comproprietà. Tutte le volte che si sono sfiorati

    Juve-Berardi: pianti, chiamate senza risposta e comproprietà. Tutte le volte che si sono sfiorati

    • Francesco Guerrieri
    Domenico Berardi è sempre stato un vecchio pallino per la Juventus. Dopo corteggiamenti più o meno intensi negli ultimi anni, in queste settimane i bianconeri stanno pensando di nuovo all'attaccante del Sassuolo. 29 anni compiuti quindici giorni fa, la richiesta dei neroverdi per farlo partire non scende sotto i 30 milioni di euro; al momento di offerte concrete non ne sono ancora arrivate, ma l'idea di Giuntoli è quella di abbassare la parte cash provando a inserire qualche contropartita.

    LA COMPROPRIETA' - Oggi il giocatore si sentirebbe pronto per fare il salto in una big; anzi, è quello che vorrebbe già da un paio d'anni. L'estate scorsa è stato vicino alla Fiorentina, ora si può fare sotto la Juve. Proprio come quell'estate 2014, quando i bianconeri hanno fatto il massimo per provare a prenderlo. Berardi aveva appena concluso la sua prima stagione in Serie A con 16 gol; era l'anno del debutto a Napoli e del poker al Milan, mette anche la firma sulla prima storica vittoria del Sassuolo in A nel derby col Bologna. Il cartellino è a metà tra i neroverdi e la Juventus, che quell'estate vorrebbe riscattarlo per portarlo a Torino. 

    Udinese - Juventus (20:45 20/08)
    CHIAMATE SENZA RISPOSTA - Allegri era appena arrivato sulla panchina dei bianconeri e tra le richieste fatte alla dirigenza c'era il nome di Berardi, Marotta andò subito in pressing per aprire una trattativa. Col Sassuolo? No, con il giocatore. Una, due, tre chiamate al giorno. Ci provava lui e ci provava Allegri. Il telefono di Domenico squillava a vuoto, eppure lui ce l'aveva tra le mani. Ma non voleva rispondere. Sono andati avanti così per quasi tutta l'estate, con Berardi che non si faceva trovare per non dire di no alla Juve. Sì, proprio così: era legato alla famiglia Squinzi e voleva rimanere al Sassuolo, a 20 anni non se la sentiva di fare un salto così importante. 

    IL PRIMO NO ALLA JUVE - L'estate successiva i neroverdi trovano l'accordo con la Juve e prendono tutto il cartellino dell'attaccante per 10 milioni di euro. Comproprietà risolta, da quel giorno Berardi non si è più mosso. E pensare che la Juve l'aveva già sfiorata quando era più piccolo e giocava nella scuola calcio "Il Castello" a Mirto Crosia, un piccolo paesino in provincia di Cosenza dove si era trasferito con la famiglia. Lì viene segnalato ad alcuni osservatori della Juve che vorrebbe portarlo subito a Torino; lui è un ragazzino, ha meno di 14 anni e scoppia a piangere: "Voglio rimanere con la mia famiglia". Fu il primo no di Berardi ai bianconeri, che strapparono un'opzione poi non più concretizzata. Qualche anno dopo le tante chiamate senza risposta di Marotta e oggi è il giocatore che vorrebbe lasciare il Sassuolo. Juve-Berardi 3.0, ci risiamo.

    @francGuerrieri 

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