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Il portiere della Juventus, Gigi Buffon ha dichiarato ai microfoni di Sky Sport dopo la vittoria con la Sampdoria e la conquista dello scudetto. 

Ti sei stufato di vincere Scudetti o ancora no? 
"No, non ci si stufa mai, anzi, devo dire che più si invecchia, più gratificano e più hanno sapore, perché chiaramente potrebbero essere gli ultimi, no? Per cui è una grande soddisfazione". 

Avete festeggiato un po’ con il freno a mano tirato nello spogliatoio o no? 
"Beh, dai, un dieci minuti ci erano consentiti, anche perché poi il pensiero del Real pulsava e pulsa già da parecchi giorni. È inevitabile che la gioia ci fosse, anche per aver chiuso un cassetto, quello del campionato, il prima possibile e poterci dedicare anima corpo e testa a questa sfida, per non avere dei rimpianti". 

Un momento chiave? 
"Ce ne sono stati tanti, nel senso che una mano magari ce l’hanno data anche gli altri, perché l’anno scorso fino quasi alla fine, non dico che fosse un testa a testa, però c’era una distanza che non ci permetteva di poterci concedere dei passi falsi, mentre invece quest’anno, magari sul finire, ogni tanto abbiamo lasciato qualcosa, anche perché, nella gestione di un’annata, quando hai così tanti impegni e hai un margine di vantaggio così ampio, io credo che sia anche giusto talvolta prendersi, non dico delle pause, però delle battute d’arresto ci possono stare". 

Che sapore ha questo Scudetto? 
"Questo per me ha un grandissimo sapore, un sapore particolare, anche per tutto il gruppo, è la dimostrazione di una squadra che ha una mentalità congenita molto spiccata, che ha uno spirito di sacrificio, di abnegazione, di non accontentarsi, che secondo me non ha eguali. Sicuramente, quando a luglio c’è stato il cambio dell’allenatore in molti, ma compresi noi, potevamo avere dei dubbi su quello che sarebbe stato, però per certi aspetti è stato anche una spinta, uno stimolo per dimostrare che anche noi avevamo un valore importante, oltre che tecnico, penso morale". 

A ogni richiamo la squadra ha reagito. 
"Sì, credo che quando sai o pensi di essere la squadra più forte, con i giocatori più forti, per dover e poter batter un’apatia che si può creare, dovuta anche alle continue vittorie e al fatto di sentirsi sicuri di una probabile, possibile vittoria, credo che ogni tanto, insomma, qualche piccola frustata serva per svegliarci. Secondo me, il grande giocatore di tanto in tanto ha bisogno di sentire il pungolo per poter dare il meglio di sé".