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La panchina di Pirlo traballa, ma è ancora lui l'allenatore della Juve. Lo sarà fino al termine del campionato salvo clamorosi tracolli che ancora non si mettono in preventivo. E lo sarà anche la prossima stagione se dovesse dimostrare alla dirigenza bianconera di avere capito cosa serva per tenersi la panchina: deve qualificarsi in Champions e deve farlo in maniera convincente, con prestazioni convincenti e mentalità vincente, deve farlo proponendo una Juve che sia una vera Juve. Ma se tutto questo non dovesse capitare, se alla fine arrivasse una qualificazione sulla falsa riga di quanto mostrato fin qua o se ancor peggio dovesse sfumare, allora la Juve cambierà allenatore. Con tutta una serie di profili su cui comunque si ragiona anche nella speranza di non dover cambiare tecnico. Come da tradizione non si lascia nulla al caso, ma la sensazione è quella che parla di una Juve attualmente non intenzionata (o non in condizione) di puntare a un top manager: non tanto e non solo per una questione di ingaggio, quanto perché non si potrebbe impostare un mercato faraonico e comunque vincolato a troppe variabili.
I NOMI – Al netto di questa premessa, impossibile scartare a prescindere un Allegri-bis, per quanto complicato in questo momento con Max ora fortemente tentato dall'ipotesi Roma. Così come non si può mai scartare l'ipotesi Zidane se poi il tecnico francese dovesse lasciare il Real. Scendendo dalla voce dei sogni dei tifosi e risalendo su quella degli obiettivi, un'opzione resta quella che conduce a Simone Inzaghi: il tecnico della Lazio è vicino al rinnovo ma se la Juve dovesse affondare il colpo dopo i sondaggi delle passate stagioni allora sarebbe difficile dirle di no. L'età non gioca a suo favore, ma pure Gasperini rappresenta un'opzione sotto stretta osservazione, soprattutto nel caso in cui si dovesse puntare tutto sui giovani e su una Juve senza Ronaldo. Gode di grande stima nella dirigenza anche Mihajlovic, in passato finito più volte nella shortlist della dirigenza bianconera. Viaggia spedito verso il Mondiale dopo gli Europei invece Mancini, nome comunque rimbalzato in queste ore. E sulla piazza c'è sempre Spalletti, il più classico degli usati sicuri con una incredibile voglia di riscatto dopo il benservito ricevuto due anni fa dall'Inter.