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Calcio liquido? Pirlolandia? Maestro? Idee che cambieranno il calcio? Difendiamo a 4 ma attacchiamo a 3? La gestione tecnico tattica della Juventus non si può, o forse non si riesce, a sintetizzare perché quanto messo in mostra da Andrea Pirlo nella sua avventura in bianconero da allenatore non può rientrare in una schematicità che, ad esempio, è stata invece la forza dell'Inter di Antonio Conte. Tanti cambi, forse troppi, che hanno generato confusione con un dato inquietante che riguarda proprio la Serie A. 

34 IN 34 - "Abbiamo perso punti contro magari squadre sulla carta abbordabili, talvolta ingenuamente, lì abbiamo lasciato fuggire l’Inter". Ma come sono arrivati questi punti persi? Il dato allarmante riguarda le formazioni schierate quest'anno dall'allenatore bresciano. Sono 34 formazioni diverse in 34 partite giocate finora. Alcune per possibili cambi di modulo, altre per la semplice rotazione di alcuni uomini. Infine, spesso, per necessità, per l'assenza forzata di alcuni uomini chiave fermati da covid o infortuni. 
ATTENUANTI CHE NON BASTANO - Attenuanti, che però non bastano a spiegare il calo di una delle rose più forti del campionato, con il giocatore più pagato della Serie A e indiscutibilmente ancora uno dei più forti al mondo e che oggi si sta ritrovando a lottare per l'accesso a una competizione che da anni la società sogna invece di vincere. "Non sono contento né io e né la società penso. Le aspettative erano altre" aveva detto al termine della sfida pareggiata contro la Fiorentina. Ora contro il Milan e con il recupero di Chiesa e Morata, Pirlo potrà dare una delle ultime scosse alla sua stagione, magari abbandonando del tutto quell'idea di calcio fluido che non ha aiutato finora. Se non altro per regalare alla Juventus un futuro meno cupo. Cosa riserverà il futuro per lui, invece, è ancora tutto da decifrare, un po' come la gestione di questa prima annata in panchina.

@TramacEma