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L’ultima zampata di Mino Raiola alla Juventus è la firma di Matthijs de Ligt fino al 30 giugno 2024. Il difensore centrale 19 enne era, fino a qualche ora fa, uno dei diamanti più puri in predicato di passare di mano in questo calciomercato e, come preventivabile, la Juventus ha dovuto dare una lucidata all’Iban aziendale per assicurarselo. 

Quando di mezzo c’è uno dei grandi dominus del calciomercato come Raiola, tuttavia, il prezzo del cartellino può non essere tutto quello che c’è da spendere per un club. Nel caso di de Ligt la commissione comunicata a mercato e azionisti da Agnelli & Co. è di 10,5 milioni di euro, messa in archivio alla voce “oneri accessori”.

Questo punto è notoriamente la commissione che le società pagano agli agenti intermediari per convincerli a muovere un giocatore nella loro direzione piuttosto che in un’altra. E’ altrettanto probabile che non sia destinata tutta a loro (spesso una parte può finire ai calciatori stessi), ma il dato significativo è che nei grandi trasferimenti l’onere accessorio può avere un impatto sul costo complessivo che va oltre il 10%. Non solo per Mino da Montecarlo, ma anche per altri protagonisti del mercato come Jorge Mendes.





Se vogliamo andare alle origini di questo trend, il grande colpo Raioliano alla Juventus fu Pogba a parametro zero nell’estate 2012.
Assicurarsi l’allora 19enne francese fu un affare per Marotta perché gli oneri accessori richiesti dal suo agente furono contenuti, come emerge andando a ripescare la relazione intermedia di gestione del 2012, da cui spunta la cifra di 1,635 milioni di euro.





Più complicato fu convincere Raiola a prolungare il contratto di Pogba alla Juventus nel 2014. In questo caso, come accade spesso in trattative utili alla società per elevare il prezzo di cartellino di un calciatore (allungandogli il contratto), la commissione fu più elevata. La Juventus dovette capitalizzare a bilancio altri 4,53 milioni cui poi andarono a sommarsene altri 2 nella stagione 2015/16.

Sostanzialmente l’ingaggio di Pogba da parametro zero si trasformò in un investimento da oltre 8 milioni di euro in spese accessorie contabilizzate. Ma la chiusura del cerchio giottesco, per Raiola, arrivò con il #Pogback a Manchester del 2016: un’operazione da 105 milioni di euro per la Juventus che si tradusse però in una plusvalenza effettiva da 72,6. 





Dov’erano finiti gli altri soldi incassati dal Manchester United? 





Oltre 26 milioni a Mino Raiola come commissione in uscita per “convincere” lui e il centrocampista francese al ritorno in Inghilterra.

Nel giro di 4 anni, tradotto, muovere e rinnovare il contratto a Pogba sull’asse Manchester-Torino e ritorno è valso al re dei procuratori una somma quantificabile in circa 35 milioni di euro versati dalla Juventus sui suoi conti: praticamente uno stipendio da 9 milioni netti a stagione.

Ma il progetto di crescita della società di Andrea Agnelli altre volte si è confrontato con commissioni importanti in direzione degli agenti, nel “rispetto” di una prassi (discutibile quanto si vuole) che però accomuna tutti i grandi club, senza che la Fifa per il momento sia riuscita a fissare un argine.

L’arrivo “a parametro” di Ramsey poche settimane fa è costato 3,7 milioni in oneri accessori, mentre per capire il costo di ingresso “gratuito” di Rabiot alla Continassa bisognerà aspettare probabilmente la relazione semestrale. Al momento una cifra non è stata comunicata, ma secondo indiscrezioni si dovrebbe essere anche in questo caso nell’intorno dei 10 milioni di euro garantiti alla mamma agente Veronique.

Tuttavia il record bianconero nella speciale e costosa classifica dei costi accessori appartiene a Emre Can. Per convincere il giocatore a muoversi a parametro zero in direzione Torino, nella scorsa stagione, sono stati necessari 16 milioni di euro, praticamente il costo del cartellino di un giocatore di fascia media per la Serie A:







Ma la Juventus nello scorso esercizio non si è fermata a questo, come tutti ricordano. Il costo-cartellino di Cristiano Ronaldo è stato di 100 milioni verso il Real Madrid e altri 12 verso il suo agente Jorge Mendes che, in termini di commissioni, non è riuscito nemmeno a scalfire i 26 incassati da Mino Raiola, suo principale competitor sul mercato dei super agenti, per smuovere Pogba da Torino. Operazione non riuscita al portoghese nemmeno con Joao Cancelo, pagato 40 milioni al Valencia un anno fa, ma senza oneri accessori da quanto risulta aprendo la relazione semestrale al 31 dicembre 2018.


I costi legati agli agenti nella scorsa stagione saranno visibili con la chiusura bilancio al 30 giugno 2019, ma è facile immaginare che l’effetto Ronaldo+Emre Can possa aver riportato in alto l’asticella, come nella stagione della “costosa” cessione di Pogba in cui sui libri bianconeri si toccarono i 50 milioni complessivi:






Relativamente a questa finestra di calciomercato i bianconeri hanno già stanziato 10,5 milioni a Raiola per de Ligt, una decina a mamma Rabiot e 3,7 per Ramsey.

La spesa si inserisce in un paradigma che Agnelli & Co. perseguono ormai da anni: acquistare a parametro zero i giocatori più interessanti, assicurando commissioni di ingresso più appetibili rispetto ai competitors. Così è andata per Emre Can, Rabiot, per i “soli” 454.000 euro spesi per convincere Dani Alves a sbarcare a Torino, per Ramsey, Khedira, all’epoca per Llorente e Neto.


Eppure quando si chiede a un tifoso juventino quale sia stato il miglior parametro zero della storia recente del club, ci sono il 90% delle possibilità che risponda: Andrea Pirlo.

Il Maestro nell’estate 2011 costò 1,1 milioni di euro di commissioni. Solo 3 volte più di Michele Pazienza


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