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Fuori tutti. La Juventus dalla Champions League, Sarri dalla Juventus.
L’eliminazione agli ottavi è servita e con essa la rivoluzione che, forse, coinvolgerà anche Nedved e Paratici. All’allenatore non è bastato vincere lo scudetto e neppure battere il Lione, doveva farlo con il gioco e/o con lo spettacolo, come avevano promesso e sperato i due dirigenti. Invece si è visto poco, quasi nulla e la maggioranza dei tifosi alla fine ha rimpianto Allegri e i suoi atteggiamenti sparagnini, ma rassicuranti. Anche ieri hanno deciso le giocate individuali, quelle di Cristiano Ronaldo (rigore e tiro da fuori), il resto è stata una pena o un’agonia, scegliete voi.

Sarri ha molte colpe, ma non più della società che gli ha messo a disposizione una squadra formata da calciatori sbagliati (Ramsey, Rabiot, Danilo, Bernardeschi che il tecnico ha utilizzato con autolesionismo) o spompati (Pjanic, Higuain). Ieri si è aggiunto il capolavoro di tenere in campo Cuadrado (infortunato) o di inserire Dybala (palesemente rotto), mossa disperata anche perché andava contro il credo di Sarri che aveva quasi sempre evitato il tridente pesante (Ronaldo, Higuain, Dybala), definendolo poco o per nulla equilibrato. Dybala è stato in campo tredici minuti, poi si è fermato ed è entrato Olivieri perché Douglas Costa non c’era e questo la dice lunga sulla qualità e quantità della rosa bianconera.

Naturalmente Sarri non è stato sollevato subito, i metodi della real casa sabauda richiamano il pugno di ferro in guanto di velluto, quando non si ricorra all’autentica ipocrisia. Ricordate lo scorso anno, quando Andrea Agnelli scese in conferenza stampa dopo l’eliminazione per mano dell’Ajax confermando Allegri?

I fatti hanno dimostrato che, in quel caso come in questo, tutto era deciso prima e solo la vittoria della Champions avrebbe fatto cambiare idea alla proprietà bianconera.

Dispiace per Sarri e per quello che sembrava un progetto intrigante, ma senza il gioco non è sbocciata nemmeno la sintonia con i calciatori che, da voci interne, non vedono l’ora che avvenga il cambio. Con chi non importa, basta che Sarri se ne vada. 

Dispiace anche che la Juve si fermi ad un gol dalla qualificazione per la final eight che forse avrebbe meritato per l’impegno e la volontà profusi. Ma dopo il vantaggio di Ronaldo (60’ estemporaneo tiro da fuori ed errore di Lopes), la Juve ha avuto solo due occasioni, entrambe su calcio d’angolo, con Bonucci e ancora Ronaldo. Il pallone è finito fuori nel primo caso e alto nel secondo, ma per la libertà con cui i due hanno colpito si poteva decisamente far meglio.

Molto è stato deciso dall’arbitro tedesco Zwayer che se è stato molto fiscale sul rigore concesso al Lione (il tocco di Bernardeschi su Aouar è minimo per non dire inesistente), ha letteralmente inventato quello assegnato alla Juve. E’ vero, infatti, che il tiro da punizione di Pjanic colpisce il braccio di Depay, ma il suo arto è letteralmente attaccato al corpo. Curiosamente, in entrambe le circostanze, il Var ha ratificato le decisioni senza correggerle o smentirle.
Grandi dubbi, invece, ha provocato un rinvio di Ramsey (subentrato a Pjanic) su Dembelé (sostituto di Depay): il replay mostra chiaramente il piede dello juventino che colpisce sia il pallone che l’avversario. L’intervento arbitrale per la massima punizione non sarebbe stato uno scandalo.
Era il 79’ e la Juve stava già vincendo 2-1, un altro rigore avrebbe  probabilmente tolto la possibilità negli ultimi sedici minuti (sei di recupero) di produrre qualche assalto finale, ma di veramente pericoloso la squadra di Sarri non ha prodotto nulla. Resta da capire dove sarebbe finita la punizione di Ronaldo se non fosse stata deviata da un uomo in barriera. 

L’occasione consente di condurci ad uno dei pochissimi meriti di Higuain (fallo conquistato al limite), per il resto l’argentino è apparso un ex giocatore. Nel primo tempo, tra l’altro, è colpa sua se la Juve perde palla in uscita e il Lione riparte creando l’occasione del rigore assegnato.

Male anche Bernardeschi (ma non è una notizia) anche se, con la Juve sotto di un gol, si è letteralmente inventato una fuga sulla linea di fondo, ha saltato un avversario e pure il portiere, ma è stato fermato a dieci centimetri dalla linea bianca da un intervento difensivo alla disperata.

A parte Ronaldo (che nel primo tempo ha accarezzato il gol anche con una punizione deviata splendidamente da Lopes), il migliore è stato Alex Sandro, vero propulsore di gioco lungo la fascia sinistra.

Il Lione è passato, è tra le migliori otto d’Europa, ma non farà tanta strada. Primo perché l’attende il Manchester City che ha fatto fuori il Real Madrid, poi perché la squadra è modesta e guidata da un allenatore (l’insopportabile Garcia) con in testa un calcio fatto di difensivismo cholista e contropiede.
Resta l’amarezza per l’eliminazione della Juve (che ha compromesso molto all’andata) e la  rinuncia ad un progetto. Possibile anche che a questo punto torni Allegri o arrivi il super perdente Pochettino (mai un titolo, mai una promozione, neanche lo straccio di una coppetta di Lega). Occhio a Simone Inzaghi e, forse, a Gasperini. Lui ha cominciato nella Primavera della Juve e oggi  fa fiorire il miglior calcio d’Italia. Ma alla Juve si deve vincere subito. E a volte, come come Allegri e Sarri, non basta nemmeno quello. 


Juventus-Lione 2-1 (and. 0-1)
Marcatori
: p.t. 12' Depay rig. (L), 43' Ronaldo rig. (J); s.t. 15' Ronaldo (J).
Assist: s.t. 15' Bernardeschi (J).
Juventus (4-3-3): Szczesny; Cuadrado (25' s.t. Danilo), De Ligt, Bonucci, Alex Sandro; Bentancur, Pjanic (16' s.t. Ramsey), Rabiot; Bernardeschi (25' s.t. Dybala, 39' s.t. Olivieri), Higuain, Ronaldo. A disp. Pinsoglio, Buffon, Chiellini, Matuidi, Rugani, Demiral, Muratore. All. Sarri.
Lione (3-5-2): Lopes; Denayer (16' s.t. Andersen), Marcelo, Marçal; Dubois (45' s.t. Tete), Caqueret, Bruno Guimaraes, Aouar (45' s.t. Mendes), Cornet; Toko-Ekambi (22' s.t. Reine-Adelaide), Depay (22' s.t. Dembelé). A disp. Tatarusanu, Diomande, Rafael, Traoré, Jean Lucas, Bard, Cherki. All. Garcia.
Arbitro: Zwayer (Germania).
V.A.R.: Dingert (Germania).
Ammoniti: p.t. 19' Aouar (L), 31' Cuadrado (J), 38' Dubois (L), 42' Depay (L), 44' Bentancur (J); s.t. 31' Lopes (L), 34' Cornet (L), 42' Caqueret (L), 44' Marçal (L).