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Lo si vede da tempo, lo si dice da tempo. Paulo Dybala non è mai sembrato così determinato e determinante. Lo confermano anche i numeri: sette dei dieci gol segnati in campionato sono arrivati sullo 0-0, quando più servono insomma. Poi ci sarebbero tanti altri aspetti da analizzare: quasi tutti confermano l'ipotesi di un Dybala finalmente e con continuità leader totale di questa Juve, come e più degli altri già presenti, da CR7 in poi. Allora non resta altro da fare: rinnovare.

A VITA – D'altronde Dybala si è conquistato la Juve proprio quando la Juve lo aveva scaricato. I mesi passano, il tempo aiuta a dimenticare, ma lo strappo della scorsa estate resta una ferita aperta. Che pure è servita per questa svolta decisiva di Dybala. Ora è la Juve a volerlo senza più voltarsi indietro: in una società dove nessuno per definizione è incedibile, lui è in questo momento uno dei pochi che non viene mai messo sul tavolo degli scambi nonostante i tentativi degli altri top club. In una Juve con tanti capitani parlanti, lui rappresenta il simbolo della nuova generazione che potrà e dovrà raccogliere l'eredità dei Chiellini e Buffon, Bonucci e Ronaldo.
LA TRATTATIVA – Così la trattativa procede, superato il muro del 30 giugno, l'accordo per il rinnovo di Dybala può nuovamente e finalmente tornare in cima alla lista delle priorità in casa Juve. Il nodo dei diritti di immagine viene dichiarato come un non problema dall'entourage del giocatore, mentre la società bianconera sarebbe disposta a occuparsene in prima linea se necessario, magari ottenendo così di abbassare richieste economiche che partita dopo partita appaiono sempre più meritate sul campo dalla Joya. Tra parte fissa e bonus, bisognerà in ogni caso sfondare il muro dei 10 milioni netti a stagione, pareggiando o superando la quota massima fin qui percepita da Matthijs de Ligt con 12 milioni, senza scomodare ovviamente sua maestà CR7. La volontà comune c'è e c'è da tempo, il 30 giugno è alle spalle, Dybala è sempre più forte: il rinnovo ora è una priorità.