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Una furia. Così raccontano di Mario Mandzukic dopo la sua espulsione contro l'Udinese, un episodio contestato che non è andato giù al croato in ogni suo sviluppo: voleva e pretendeva il rigore, si è ritrovato ammonito e poi espulso per la reazione, dal paradiso all'inferno. Sì, Mandzukic non ha digerito la decisione dell'arbitro e avrebbe voluto giocare pure con la Spal; idea simbolo dell'uomo bionico che la Juventus ha plasmato e vuole tenersi stretta, ancora a lungo.

LA SCELTA DEL CLUB - La società bianconera infatti ha recentemente inserito la conferma di Mandzukic tra le strategie di pianificazione del futuro prossimo. Ovvero, la bozza della stagione che verrà con sguardo a giugno quando si punta a trattenere ancora Mario, sotto contratto con la Juve fino al 2020 e ben felice di rimanere in bianconero, tutt'altro che spaventato dalla costosa concorrenza. Mandzukic è un computer, la Juve se lo gode e nei propri piani ha il rifiuto di qualsiasi offerta, anche se fossero molto elevate vedi Cina o - come nell'ultima estate - dalla Turchia. La scelta è chiara, Mario verrebbe invece liberato solo se dovesse essere lui a chiederlo a Marotta e Paratici. Ad ora, i pensieri sono tutt'altri: solo campo, solo vincere, solo Juve. Il mantra di Mandzukic, più presente che mai nel futuro bianconero.