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Un attacco fatto di ritorni per la Juventus, perché dopo aver riabbracciato Morata i bianconeri non mollano la presa su Moise Kean e lo stesso classe 2000 ha già manifestato la ferma intenzione di ritornare a Torino. Alla base la voglia della Juve di allungare le rotazioni in attacco con l'ok di Pirlo e la volontà del giocatore di tornare nell'ambiente dove è cresciuto per rilanciarsi, una volontà rafforzata anche dalle ultime scelte di Ancelotti all'Everton: nonostante i due gol alle prime due uscite in Coppa di Lega, sono solo 13 i minuti collezionati nelle prime tre giornate di Premier League, contando l'ultima esclusione contro il Crystal Palace, gara osservata interamente dalla panchina. Un segnale, come a dire che tra le fila dei Toffees non c'è più spazio per Kean, che continua a sperare nel ritorno 'a casa'.
LAVORI IN CORSO, COSA MANCA - Lavori in corso sull'asse Torino-Liverpool portati avanti da Mino Raiola, agente dell'attaccante e intermediario di questa operazione, che dieci giorni fa ha incontrato la dirigenza bianconera e con la quale mantiene i contatti. Il tempo però scorre e la chiusura della finestra di mercato si avvicina, con due nodi ancora da sciogliere. Il primo riguarda, inevitabilmente, l'intesa da raggiungere con l'Everton. La valutazione del cartellino è chiara, non inferiore ai 25 milioni di euro, la Juve vuole ragionare su un'operazione ad ampio respiro: prestito oneroso, anche biennale, a cifre importanti con un'opzione per il riscatto. Raiola lavora per ammorbidire la posizione degli inglesi, che nel frattempo sono alla ricerca di un altro attaccante per poter lasciare partire Kean: l'ultima suggestione porta ad Arkadiusz Milik, un'ipotesi che al momento non ha trovato particolari riscontri, ma non è l'unico nome circolato in orbita Toffees. La ricerca dell'Everton prosegue, il lavoro di Juve e Raiola pure e il tempo stringe: Kean attende segnali per il ritorno a Torino.