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Moise Kean si racconta. L'attaccante classe 2000 della Juventus ha parlato in una lunga intervista a SoccerBible: "Io attaccante da sempre? No, in realtà avevo in mente altro. Volevo giocare come centrocampista, anche se mio padre non ne era contento. 'Devi indossare la maglia numero nove', diceva sempre. Ha anche minacciato di non portarmi più a giocare! Posso dire ora che aveva ragione. La famiglia è importante. È anche grazie a loro se sono arrivato a questi livelli. Impegno, dedizione, temperamento sono tutte cose che ho imparato a casa. Mia madre voleva che studiassi prima, ma non è facile combinare le due cose. Alla fine il mio desiderio di diventare un giocatore di calcio a tutti i costi ha prevalso su tutto il resto. Mia madre è orgogliosa del mio percorso e non avrei mai potuto farcela senza la mia famiglia".

RONALDO - "Quando ci alleniamo, cerco di osservare tutte le cose che fa, dal suo atteggiamento in campo alla sua voglia di giocare, di allenarsi e di essere sempre pronto. Allenarsi con grandi campioni ha benefici che non puoi sottovalutare. Non gli ho mai chiesto consigli però, non sono il tipo. Osservo attentamente quello che fa e poi provo a ripetere ciò che ho imparato sul campo".