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Se non è l'ultima occasione, poco ci manca. Forse è esagerato dirlo per un giocatore di 21 anni come Dejan Kulusevski, ma l'infortunio di Federico Chiesa, che terrà fuori il nazionale italiano fino a dopo la sosta natalizia, per lo svedese rappresenta davvero l'ultima spiaggia per dimostrare di poter essere 'da Juventus'. 

I NUMERI - Anche nella sconfitta con l'Atalanta, Kulusevski è rimasto in panchina per tutta la partita, dopo un ingresso impalpabile nel 4-0 subito dai bianconeri a Stamford Bridge contro il Chelsea. In questa stagione, per lui, 17 presenze e una rete. Troppo poco per un giocatore che, quando arrivò a Torino nell'estate del 2020, aveva le stimmate del predestinato. In bianconero finora Kulusevski ha disputato 64 partite, con 8 gol all'attivo, ma al di là dei numeri è il suo scarso peso specifico sulle partite a destare qualche perplessità, unito a una personalità che fatica a imporsi. E il risultato per il momento è il medesimo con due allenatori agli opposti, per esperienza e filosofia di gioco, come Andrea Pirlo e Massimiliano Allegri.
SEI PARTITE E POI... - Con Chiesa out, e una Juve in piena crisi, Kulusevski avrà sei partite nelle quali, probabilmente, troverà più spazio di quanto non abbia avuto finora. Saranno probabilmente i match con Salernitana, Genoa, Malmoe, Venezia, Bologna e Cagliari a determinare una buona quota del destino bianconero del classe 2000 di Stoccolma. Perché poi sarà mercato, e Dejan è uno dei giocatori attraverso i quali la Juve può fare cassa, per cercare di portare a casa un acquisto che al momento serve come l'acqua a un assetato nel deserto: un centravanti importante.

LA PREMIER E IL FATTORE 'HENRY' - Per riuscire a prendere Vlahovic, il grande obiettivo bianconero, Cherubini potrebbe sacrificare Kulusevski, prelevato dall'Atalanta per 35 milioni più 9 di bonus, anche a costo di una minusvalenza. Lo svedese ha mercato in Premier, dove piace soprattutto all'Arsenal e al Tottenham dell'ex ds bianconero Fabio Paratici, e una sua cessione durante la sessione invernale del mercato non è affatto improbabile. Certo, il rischio di un altro 'caso Coman', per non scomodare Thierry Henry, è dietro l'angolo...