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Ultimi giorni di mercato, tutto può accadere o pure nulla. In casa Juve, tutto corrisponde a un attaccante in più (vedi Moise Kean), magari un esterno sinistro (Emerson Palmieri), il colpo gobbo Federico Chiesa. Nulla è legato alle difficoltà tuttora in essere riguardo il mercato in uscita. Per Daniele Rugani si va avanti a sondaggi e richieste di prestito, spesso rifiutate dal giocatore stesso che pure potrebbe interessare a West Ham e Valencia. Per Mattia De Sciglio il treno, l'ennesimo, sembra essere passato e la sua permanenza da ultimo esterno o ultimissimo centrale non è affatto da escludere. Per Sami Khedira, in un modo o nell'altro, si arriverà alla risoluzione del contratto, il fratello-agente Danny è a Torino per chiudere ma non è trattativa semplice. Poi c'è soprattutto Douglas Costa, da lui più che da chiunque altro dipende la possibilità di affondare il colpo su Chiesa: Psg e City tornano d'attualità, la Juve bussa a tutti i grandi club di Germania, Inghilterra e Spagna, ma il tempo scorre e pure il brasiliano vuole restare a Torino.

L'AFFONDO – Intanto il piano per Chiesa è chiaro, di questo si è discusso a lungo negli scorsi giorni con Fali Ramadani, intermediario designato per l'operazione, come anticipato da Calciomercato.com. Prestito oneroso con opzione di riscatto (diritto pronto a diventare obbligo al raggiungimento di facili condizioni individuali e di squadra), operazione complessiva da 45-50 milioni, contratto da cinque anni a cifre anche leggermente inferiori rispetto a quelle già concordate un anno fa. Ma per mettere tutto nero su bianco serve una svolta sul mercato in uscita: era così la scorsa settimana, era così ieri, sarà così anche oggi. Tutto, però, è stato preparato.
QUI FIORENTINA – Nel frattempo la società viola ormai si è rassegnata all'idea di veder partire il suo gioiello. Di rinnovo non c'è più possibilità di parlare, il contratto in scadenza al 30 giugno 2022 non permette prese di posizione come quelle della scorsa estate. E si aspetta quindi l'offerta della Juve, 50 milioni possono bastare e avanzare arrivati a questo punto. Tanto che il lavoro di Daniele Pradé è rivolto a individuare il miglior sostituto possibile di Chiesa, almeno per l'immediato. Con così poco tempo a disposizione un eventuale incasso sarebbe difficile da investire, per quello ci sarebbe tempo a gennaio o a giugno. Il buco intanto verrebbe tappato con José Callejon, lo spagnolo è ancora uno degli svincolati più ambiti sul panorama internazionale, alla voce usato-sicuro non si può trovare di meglio.