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Se i lettori juventini, anziché offendermi perché dall’inizio della stagione ho pronosticato l’Inter vincitrice dello scudetto, fossero più attenti alle mie analisi forse sarebbero meno convinti della presunta grandezza della propria squadra.

La sconfitta del San Paolo (2-1), seconda dopo quella esterna con la Lazio, certifica che questo campionato non ha un padrone assoluto, a maggior ragione se si considera che gli uomini di Simone Inzaghi sono virtualmente a due punti dalla capolista. Hanno da recuperare la partita con il Verona e, presumibilmente, la vinceranno.

La Juve ha perso a Napoli come, negli ultimi tempi, in campionato, non era accaduto a nessuno (Gattuso aveva collezionato quattro sconfitte consecutive) e lo ha fatto schierando il tridente puro, ovvero Dybala trequartista e Higuain e Ronaldo di punta. Essendo da sempre favorevole a questa soluzione non la rinnegherò proprio adesso che Sarri se l’è voluta giocare in una partita tanto importante (sarebbe potuto andare a più sei sull’Inter), ma non sarebbe onesto dire che ha funzionato.

Il problema, però, non è l’equilibrio, quanto la scarsa vena di Higuain e Ronaldo (che pure ha segnato un gol inutile all’89’) e la difficoltà per Dybala di giocare tra le linee serratissime che Gattuso aveva allestito. L’equilibrio di cui Sarri tanto parla non c’entra nulla. Sia perché il primo gol (63’) è arrivato a difesa schierata, sia perché a generarlo con un passaggio clamorosamente sbagliato è stato Matuidi che, quell’equilibrio, avrebbe dovuto darlo.

L’azione che ha preceduto il vantaggio del Napoli aveva portato Matuidi, spostato sulla sinistra, a cercare un cervellotico passaggio al limite dell’area avversaria per uno juventino che non c’era. Nella ripartenza è accaduto che Insigne, particolarmente svelto, ha portato palla, dopo uno scambio, ai margini dell’altra area e da lì ha scagliato un destro che Szczesny ha respinto malamente sui piedi di Zielinski che ha messo dentro. Nell’occasione, lento e fuori posizione anche Bentancur, al quale troppo facilmente si dà la patente di campione senza che abbia fatto nulla per dimostrarlo neanche minimamente.

Bentancur, che aveva cominciato da mezzala destra, era stato accentrato dopo l’uscita di Pjanic (infortunio) e Rabiot aveva preso il posto del bosniaco. Ma la Juve, prima e dopo, ha fatto solo un tiro in porta con ripartenza di Ronaldo e assist ad Higuain (conclusione ad incrociare). Pur subendo l’iniziativa dei bianconeri il Napoli aveva visto la porta di Szczesny almeno un paio di volte e, per il resto, si era difeso con ordine pari ad un’attenzione spasmodica. 

Gattuso ha schierato Di Lorenzo centrale della difesa insieme a Manolas. Demme, vertice basso del centrocampo, dove agivano anche Fabian Ruiz e Zielinski. Davanti, ovviamente, Callejon, Milik e Insigne.

Il Napoli non ha giocato meglio della Juve, ma ha sfruttato le sue debolezze. La catena di sinistra degli azzurri, formata da Mario Rui e Insigne, ha spesso messo in difficoltà Cuadrado, mal coperto da Bentancur. Alex Sandro e Matuidi hanno perso palloni banali e non hanno spinto, o si sono inseriti, con frequenza. Inoltre è mancato il pressing e senza aggressione alta, la Juve è una squadra che palleggia in modo compassato senza trovare sbocchi. Lenti e involuti, anche i tre davanti hanno finito per osservare la partita più che farla.

Per evitare almeno la sconfitta, Sarri ha inserito Bernardeschi e Douglas Costa rispettivamente per  Matuidi e Dybala, ridisegnando la Juve con un 4-3-3 (Bernardeschi ha fatto la mezzala destra e Rabiot quella sinistra), mentre prima, almeno formalmente, il sistema di gioco era un 4-3-1-2. L’allenatore bianconero si è arrabbiato quando Bonucci ha cominciato a sparacchiare palloni lunghi (un classico), ma questo è accaduto anche perché in mezzo al campo il dialogo ristagnava. 

Così il Napoli ha saputo ripartire a sinistra con coraggio e determinazione. Da lì è arrivato il cross di Milik che ha attraversato l’area senza che nessuno dei suoi intervenisse. Da destra, invece, ma sempre nella stessa azione, Callejon ha spedito in mezzo dove Insigne ha colpito al volo facendo 2-0.

Partita ovviamente finita, nonostante Ronaldo, su allungo di Bentancur e dormita della difesa napoletana, abbia messo nel sacco un gol per l’ottava partita consecutiva. La rovesciata di Higuain (centrale) ha chiuso un confronto che ha mostrato tutta la fragilità della Juve. Non è l’inizio della fine, ma un indizio di malessere. Che, forse, porterà alla rinuncia del tridente puro. Un altro grave errore.




IL TABELLINO

Napoli-Juventus 2-1 (primo tempo 0-0)

Marcatori: 18' st Zielinski, 41' st Insigne, 45' st Ronaldo

Assist: 41' st Callejon, 45' st Bentancur

Napoli (4-3-3): Meret, Hysaj, Manolas, Di Lorenzo, Mario Rui; Fabian, Demme (24' st Lobotka), Zielinski (36' st Elmas); Callejon, Milik (45' st Llorente), Insigne. A disp. Karnezis, Daniele, Luperto, Maksimovic, Lozano, Leandrinho. All. Gattuso

Juventus (4-3-3): Szczesny; Cuadrado, De Ligt, Bonucci, Alex Sandro; Bentancur, Pjanic (5' st Rabiot), Matuidi (27' st Douglas Costa);  Dybala (27' st Bernardeschi), Higuain, Cristiano Ronaldo. A disp. Pinsoglio, Buffon, Ramsey, Rugani, Rabiot, Coccolo. All. Sarri

Arbitro: Mariani di Aprilia

Ammoniti: Demme, Bentancur, Rabiot, Hysaj, Bernardeschi, De Ligt, Ronaldo