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Scherzare con il fuoco, o meglio con il Covid, è pericolosissimo. E’ un nemico infido, che può cambiare il ritmo delle nostre vite nel giro di pochi giorni: quando sembra sul punto di essere messo all’angolo, ritira fuori la testa. Per questo abbiamo ritenuto rischioso, oltre che decisamente ingiusto, il rinvio di Juve-Napoli dal 17 marzo a domani, e lo abbiamo detto subito: chi poteva essere certo che ci sarebbero state le condizioni per giocare la partita in modo regolare, o anche solo per disputarla?

Agnelli e De Laurentiis, con il benestare della compiacente Lega, hanno invece pensato di farsi gli affari propri, fregandosene delle avversarie nella lotta al vertice (su questo doveva vigilare Dal Pino, e non lo ha fatto) e anche del virus. Ritenevano, evidentemente, che la gara - in calendario addirittura alla terza giornata di campionato, non dimentichiamolo - potesse slittare di altri ventuno giorni senza che le condizioni cambiassero. Una follia, in questo periodo. Una follia che si è aggiunta alla mancanza di rispetto nei confronti di Inter, Milan, Atalanta, Lazio e Roma (la quale si è lamentata con una durissima lettera alla Lega, senza ottenere risultati).
Purtroppo le nazionali hanno restituito ai club tanti calciatori positivi. La Juve ne ha tre (Bonucci, Demiral e adesso anche Bernardeschi); il Napoli aveva tre giocatori in azzurro (Meret, Di Lorenzo e Insigne) all’interno di quello che si è rivelato un vero e proprio cluster considerato l’alto numero di contagiati, ai quali ogni giorno se ne aggiungono di nuovi. Il direttore della Asl di Torino dice che, per il momento, la partita di domani non è a rischio. Appunto: per il momento. E se invece per motivi sanitari si dovesse rinviare di nuovo? Che prezzo pagherebbe la regolarità del campionato all’atteggiamento spregiudicato di Agnelli, De Laurentiis e Dal Pino?

@steagresti