Nonostante la matematica non si pronunci ancora, la Juve è già qualificata, e da prima, agli ottavi di finale di Champions League. Dopo tre partite ha nove punti, lo United - battuto a domicilio con un gol di Dybala - ne ha quattro, il Valencia due e lo Young Boys appena uno. Sette punti di distacco tra la prima e la terza rappresentano un divario troppo ampio per pensare di disperderlo impunemente, tantopiù che sia gli spagnoli, sia gli inglesi dovranno venire a Torino.

Vincere a Manchester non è stato difficile perché lo United di adesso dispone di undici giocatori arruolabili (gli stessi che avevano giocato e quasi vinto sabato in casa del Chelsea), qualcuno gioca palesemente contro Mourinho, qualche altro si limita al piccolo cabotaggio, i più vagano senza un’idea tattica che non siano l’attesa e la ripartenza, sempre più flebili o, più semplicemente, solo velleitarie.

La Juve avrebbe potuto segnare due gol nel primo tempo (65 per cento a 35 il dato del possesso palla), e uno nella ripresa quando de Gea, già bravissimo su Cancelo, Ronaldo e Matuidi, si è esaltato ancora su una conclusione di Ronaldo, andando a togliere un pallone da sotto la traversa. Tuttavia, esattamente come contro il Genoa in campionato e, in una partita come quella, quasi completamente dominata, la Juve ha rischiato di buttare altri due punti. E’ accaduto al 75’, quando Pogba, uno che certamente non si danna per l’allenatore e che crede di essere più bravo di quanto in effetti non sia, ha colpito il palo interno con una conclusione da fuori, l’unica cosa decente di una partita insufficiente. Szczesny, proteso in tuffo sulla sua destra, è stato fortunato: sulla respinta del legno, la palla gli ha sbattuto sulla testa ed è finita in angolo.

Affermare che la Juve, nella ripresa, abbia sofferto, sarebbe esagerato. Certo - come ha fatto notare anche qualche commentatore - non è stata la stessa del primo tempo. Allegri, secondo me, ha tardato a sostituire Cuadrado (andava tolto prima per Bernardeschi), non ha sbagliato a rilevare Dybala (che invece se l’è presa e non doveva proprio), è stato forse troppo prudente quando ha inserito Barzagli per schierare una difesa a tre, praticamente a uomo, sugli attaccanti avversari. D’accordo, invece, su Douglas Costa per Cancelo anche se non sarebbe stato avventato avvicendare Bentancur (stanchissimo), cioé immettere un esterno per una mezz’ala: mancavano pochi minuti e l’importante era recuperare palla, tenerla e puntare l’uomo. La squadra era spezzata.

Fino all’intervallo, invece, abbia ammirato una Juve vicina alla perfezione. L’unico deficit, in una gara di governo totale, è stato il gol. Quello realizzato da Dybala (17’) su cross di Cristiano Ronaldo rimpallato fortuitamente tra Cuadrado e Smalling, è stato prezioso. Ma il merito e la tranquillità esigevano almeno il raddoppio.

Al di là delle occasioni propiziate da Cancelo (22’, triangolo con Ronaldo) e dallo stesso Ronaldo (38’, punizione e ribattuta di Matuidi) entrambe sventate da de Gea, la Juve ha letteralmente sfondato a destra con Dybala assai bravo ad attaccare lo spazio dietro a Shaw. Purtroppo due suggerimenti dell’argentino sono stati frustrati dal salvataggio dei difensori inglesi.
Certamente l’azione più bella della partita - perché fatta tutta ad un tocco, perché lineare e perché profonda - è stata condotta dalla Juve al 52’. Ronaldo l’ha cominciata con un passaggio breve a Pjanic a metacampo, il bosniaco ha trovato Cuadrado largo, ma convergente verso l’area. L’esterno ha atteso l’arrivo di Ronaldo e lo ha servito. Cristiano ha calciato come una folgore. de Gea ha deviato rimandando la chiusura della partita.

Se ha avuto qualche timore nel finale, Allegri non ha per nulla rinunciato al 4-3-3 iniziale, schierando Cuadrado accanto a Ronaldo e Dybala, mentre Bentancur si piazzato alla destra di Pjanic. Gli osservatori più acuti hanno notato che in fase di non possesso (questo è accaduto soprattutto nella ripresa), la Juve ha difeso con un 4-1-4-1, ma va detto che nel primo tempo c’è stata solo una squadra in campo, quella bianmconera.

Ripeto: avrebbe dovuto raccogliere di più, ma la prima preoccupazione dei bianconeri è stata quella di lasciare poco, o per nulla, la palla all’avversario.

La mia convinzione è che con questa squadra si potrebbe fare di più. Non certo sul piano dei risultati (la Juve è a punteggio pieno in Champions e ha perso solo due punti in campionato), ma su quello dello spettacolo puro e semplice. Tuttavia so per esperienza diretta che agli juventini basta vincere. Purché, naturalmente, questa volta sia in Europa. La strada è giusta, basta insistere. Forse solo lasciandosi andare dolcemente.

IL TABELLINO
Manchester United-Juventus 0-1
Marcatore
: p.t. 17' Dybala.
Manchester United (4-2-3-1): De Gea; Young, Lindelof, Smalling, Shaw; Matic, Pogba; Rashford, Mata, Martial; Lukaku. A disp. Romero, Fred, Pereira, Darmian, Chong, Bailly, Herrera. All. Mourinho.
Juventus (4-3-3): Szczesny; Cancelo (42' s.t. Douglas Costa), Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Bentancur, Pjanic, Matuidi; Cuadrado (37' s.t. Barzagli), Ronaldo, Dybala (33' s.t. Bernardeschi). A disp. Perin, De Sciglio, Benatia, Kean. All. Allegri.
Arbitro: Mazic (Serbia).
Ammoniti: s.t. 14' Matuidi (J), 32' Young (M), 38' Chiellini (J)