147
Due settimane alla fine del mercato, la necessità di chiudere alcune cessioni. Per Paratici è il momento della verità, oltre a completare l'attacco deve risolvere il problema uscite, con tanti giocatori con la valigia (Rugani, Matuidi, Mandzukic e Dybala) e nessuna trattativa veramente calda. Dopo aver incassato il no di Higuain, che si è messo di traverso a ogni tipo di trattativa, e quello di Khedira, che non ha trovato nessun club al livello della Juve e ha scelto di mettersi al servizio di Sarri, il direttore sportivo bianconero ha trovato attrito anche sul fronte Pjaca e Perin, due giocatori che non rientrano nei piani, che dovrebbero restare a libro paga. 

INFORTUNI - Alla base della scelta ci sono i problemi fisici dei diretti interessati, che hanno stoppato ogni possibile partenza. Pjaca è ancora alle prese con l'infortunio al ginocchio sinistro (rottura del ​crociato anteriore) rimediato lo scorso marzo a Firenze, e salvo sorprese tornerà a disposizione a ottobre. Per l'ex numero uno del Genoa c'è da superare la lussazione della spalla destra subita a metà aprile, che ha bloccato il suo passaggio al Benfica e ha messo in dubbio il suo trasferimento all'Aston Villa (l'arrivo dal Burnley di Heaton è un segnale). Paratici proverà fino alla fine a piazzare Perin, ma le difficoltà sono oggettive, come confermato a margine della sfida in famiglia di Villar Perosa: "Abbiamo sei giocatori in più in rosa rispetto alla lista per la Champions. Due di questi, Pjaca e Perin, sono lungodegenti e non possono giocare, quindi difficilmente partiranno".

STIPENDI - Un problema economico per la Juve, che non può fare cassa dalle cessioni e deve considerare gli ingaggi. Pjaca guadagna 1,8 milioni di euro netti, Perin 2,3. Che al lordo sono circa 8 milioni. Paratici spera di trovare una soluzione a gennaio, per ridurre la spesa a 'soli' 4 milioni.