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Esattamente come nella finale di Supercoppa, Andrea Pirlo non sbaglia nulla - dalla formazione, con sette presunte riserve, ai cambi, compreso quello di un borbottante Ronaldo, alla difesa a cinque degli ultimi minuti - e sbanca San Siro, fronte Inter, nella semifinale di andata della Coppa Italia.

Il 2-1 non garantisce nulla alla Juve, ma sicuramente è una vittoria che avvicina la finale e, soprattutto, riscatta la netta sconfitta patita in campionato (2-0), fatto che aveva provocato scricchiolii sinistri. Da quella notte la squadra di Pirlo ha infilato una serie di successi e prestazioni convincenti che, in parte, l’ha rilanciata in campionato (è quarta, ma deve recuperare con il Napoli), di sicuro l’ha esaltata nelle coppe, cioè in partite da dentro o fuori anche contro avversari quotati.

L’Inter era (e rimane) quotatissima, pur senza Lukaku e Hakimi (squalificati), anche perché il resto della compagnia nerazzurra era formato dai titolarissimi, disposti secondo dettato (3-5-2).

Pirlo, al contrario, aveva rinunciato a sei titolari schierando Buffon in porta (ha fatto parate che nemmeno a Szczesny riescono), De Ligt e Demiral centrali, Alex Sandro a sinistra (ormai il titolare è Danilo), Bernardeschi, Rabiot e Kulusevski. Certo c’era Ronaldo e si è visto. Sia perché ha fatto doppietta, sia perché ha incoraggiato e invitato i compagni a non abbassare troppo la linea difensiva. E’ vero, questo compito spetta all’allenatore, ma se il miglior giocatore al mondo si prodiga in consigli utili non è un male per nessuno.

La partita è stata equilibrata e un pareggio, per esempio un 2-2, non sarebbe stato iniquo. Anzi, meglio avrebbe rispecchiato valori e occasioni, possesso palla e spirito di iniziativa. Va detto, però, che se la Juve non ha risentito quasi per nulla del turnover, lo stesso non si può scrivere per l’Inter. La squadra non dipende da Lukaku (sarebbe come offendere Conte), ma un calciatore delle sue caratteristiche sarebbe servito, soprattutto nella ripresa, quando c’era da guadagnare campo e da far salire la squadra per gli inserimenti delle mezzali. Se ne deduce, dunque, che l’organico della Juve, ancora privo di Dybala, sia più competitivo di quello interista. Non credo che la partita di ieri sia la regola (il precedente era andato a favore dell’Inter), tuttavia senza infortuni e squalifiche la Juventus è meglio. Tocca a Pirlo dimostrarlo anche in campionato dove l’Inter è più avanti e ha motivazioni che nei bianconeri sono un po’ sopite.

La serata era cominciata al contrario. Cioè con gli uomini di Conte arrembanti e la Juve che portava palla senza sapere cosa fare. Dopo appena nove minuti Lautaro Martinez ha colpito in ripartenza. L’assist di Barella e la girata dell’argentino sono stati bellissimi, ma l’azione era nata da un lancio lungo su Sanchez che aveva sorpresi fuori posizione sia De Ligt che Demiral

Sembrava l’inizio di una piccola catastrofe calcistica, invece un episodio ha cambiato tutto. L’episodio è il calcio di rigore, assai fiscale, concesso da Calvarese su segnalazione del Var Irrati. Ora sono in molti a ritenere che Irrati, complici alcune lodate prestazioni internazionali, sia ormai  più bravo davanti al video che in mezzo al campo. Della cosa, oltre che i dirigenti arbitrali, deve essersene convinto anche lui, tanto da risultare quello che più chiama i colleghi a rivedere al monitor situazioni al limite.

Nella specifico, su un cross sbagliato di Bernardeschi (la palla finisce abbondantemente fuori), Young trattiene Cuadrado per un braccio fino a farlo cadere. Calvarese non se ne accorge e, se lo facesse, probabilmente derubricherebbe la trattenuta come modesta. Invece Irrati ritiene che essa sia decisiva. Non conta - questo no - che il pallone vada altrove, conta il gesto e la sua intensità. Come può averla misurata Irrati? Con quale strumento l’ha valutata Calvarese, dopo averla ignorata? Impressioni, null’altro che impressioni.

Rigore, dunque, che Ronaldo trasforma con un tiro sotto la traversa.

E’ il 25’ e da quel momento cambia la partita perché cambia la Juve. Bentancur e McKennie mettono una marcia più alta, Cuadrado attacca a destra, Bernardeschi (?) e Rabiot si adoperano nel completare un pressing rigoroso. 

L’Inter non arretra, ma subisce l’aggressione alta. E dieci minuti dopo il pareggio un pasticcio tra Bastoni e Handanovic serve a Ronaldo il pallone del sorpasso. Il tutto origina da un retro passaggio che Bastoni prima pensa di lasciare al portiere in libera uscita e poi, invece, prova a giocare verso l’esterno. Lì dove arriva Ronaldo che, capite le altrui intenzioni, deposita nella porta sguarnita.

Chi ha più colpa tra Bastoni e Handanovic? Per me il difensore che avrebbe dovuto lasciarla al portiere (avrebbe colpito di piede), ma non ci si può non chiedere perché Handanovic avesse abbandonato i pali, visto che sulla palla stava agendo il compagno.

Sia come sia, il primo tempo finisce così e la ripresa si apre nello stesso modo, cioé con Bernardeschi vicino al gol (bravo Handanovic). 
Poi, tra il 56’ e il 68’, fioccano due occasioni gigantesche per l’Inter. Sulla prima - causata dal pressing di Vidal ai danni di Bentancur ai limite dell’area della Juve - Sanchez tira a porta semi-spalancata e Demiral salva con una caviglia. 

Sulla seconda, Sanchez si libera di due avversari in area, serve Darmian che salta Bernardeschi e da due passi tira. Buffon è prodigioso a deviare in angolo. Ci provano Lautaro (alto) e Barella in sforbiciata. Poi, ancora Buffon, rimedia ad un suo rinvio sbagliato (parata a terra su Lautaro).

Vai con i cambi. Dopo Perisic per Young (65’), c’è Eriksen per Vidal, infine Sensi per Brozovic e Pinamonti per Bastoni. Conte si sbilancia con il 3-4-1-2, Pirlo replica sostituendo Bernardeschi con Danilo (Cuadrado esterno di centrocampo), Bentancur con Arthur, Morata per Ronaldo (accigliato). L’Inter spinge ma mette palloni con poco senso e prima della fine, la Juve riscopre la difesa a 5 (la faceva Allegri quando voleva difendersi ad oltranza) con Chiellini che affianca De Ligt e Demiral, mentre Chiesa prende il posto di McKennie. 
Il secondo derby d’Italia della stagione va alla Juve, ma per arrivare alla finale di Coppa Italia ne serve un terzo. Martedì prossimo ci saranno Lukaku e Hakimi, però mancheranno Sanchez e Vidal. Nel cambio, l’Inter ci dovrebbe guadagnare. 

IL TABELLINO

Inter-Juventus 1-2

Gol: 9’ Lautaro, 26’ (rig), 35’ Ronaldo

Assist: 9’ Barella

Inter: Handanovic; Skriniar, de Vrij, Bastoni (dal 40’ s.t. Pinamonti); Darmian, Barella, Brozovic (dal 40’ s.t. Sensi), Vidal (dal 28’ s.t. Eriksen), Young (dal 21’ s.t. Perisic); Lautaro, Sanchez.

Juventus: Buffon; Cuadrado, Demiral, de Ligt, Alex Sandro; McKennie (dal 44’ s.t. Chiellini), Bentancur (dal 31’ s.t. Arthur), Rabiot, Bernardeschi (dal 24’ s.t. Danilo); Kulusevski (dal 44’ s.t. Chiesa), Ronaldo (dal 32’ s.t. Morata).

Ammoniti: Demiral (J), Young (I), Alex Sandro (J), Vidal (I), Ronaldo (J), de Ligt (J), Arthur (J), Sanchez (I), Morata (J)

Espulsi:

Arbitro: Gianpaolo Calvarese (della Sezione di Teramo).