Troppo più forte la Juve. Più squadra, più robusta, più tecnica, più organizzata del Valencia. Tutto questo lo dimostra giocando in trasferta con un uomo in meno per più di un’ora. E quell’uomo in realtà è il giocatore che la Juventus ha acquistato per puntare proprio alla Champions, Cristiano Ronaldo.

ROSSO DI VERGOGNA - Quando sopra una partita come questa, la prima della Champions, piomba un episodio come l’espulsione di Ronaldo, ogni considerazione, ogni riflessione salta per aria. La Juve sta dominando il Valencia, ha già costruito tre occasioni nitide per segnare, c’è un’imbarazzante differenza tecnica fra le due squadre quando Brych, su suggerimento dell’arbitro di porta Fritz, espelle Ronaldo per uno scontro con l’ex interista Murillo al limite dell’area, a palla lontana. Le telecamere fanno vedere Murillo che va giù mentre si sbraccia con Ronaldo, il portoghese gli tira appena i capelli, diciamo pure che lo spettina, il colombiano si rialza minaccioso sulla faccia del portoghese, arrivano rinforzi di qua e di là, si accende la mischia, Brych parla col collega e sventola il rosso. Cristiano esce piangendo, Nedved corre a consolarlo negli spogliatoi. E’ un’espulsione che possiamo definire in tanti modi, assurda, esagerata, sbagliata, di sicuro ingiustificata. Siamo appena al 30', ci fosse Buffon torneremmo a parlare di bidoni d’immondizia al posto del cuore. Solo che quella volta, a Madrid, Cristiano era dall’altra parte, ne beneficiava lui della decisione dell’arbitro. Stavolta è dalla parte sbagliata. Impossibile che Ceferin continui a restare ancorato alla sua posizione, il Var serve subito.

SOLO JUVE -
L’espulsione di Ronaldo aiuta il Valencia solo sul piano psicologico, lo spinge un po’ più vicino alla porta di Szczesny con la forza dei nervi e con l’urlo del Mestalla, ma come gioco gli spagnoli sono troppo lontani dalla Juve. Da Bernardeschi (primo tempo fantastico, ripresa pure) a Cancelo a Matuidi, i campioni d’Italia tengono ancora il campo e continuano ad attaccare. Allegri non li frena e su un capovolgimento del gioco proprio Cancelo subisce da Parejo un fallo da rigore. Ecco, se la spettinata di Ronaldo a Murillo era da rosso, quello di Parejo era da blu. Per Brych era solo giallo, ma anche rigore. Botta di Pjanic, battuto il suo ex compagno Neto.

CON CR7 E’ UNA NUOVA CHAMPIONS - Nonostante l’espulsione, l’arrivo di Ronaldo ha già cambiato la Champions della Juve. Anzi, ha cambiato ancora prima l’atteggiamento delle sue avversarie. Adesso in Europa la Juve troverà più di una squadra che si chiude e aspetta, come fa il Valencia in questa partita, rubando l’idea ai bianconeri, che spesso nelle ultime Champions era andata avanti con i suoi micidiali contropiedi. Se in Italia le avversarie della Juve avevano questo atteggiamento già prima dell’arrivo di Ronaldo, adesso anche in Europa si mettono ad aspettare. In campionato CR7 può aggiungere poco a una squadra che arriva da 7 scudetti consecutivi. In coppa, invece, può aggiungere molto. Incute timore in chi gli sta di fronte, mette l’avversario in uno stato di soggezione. In questa partita, tuttavia, la forza delle due squadre è così differente che il Valencia ne uscirebbe comunque sconfitto.

IL SECONDO RIGORE - Brych concede il secondo rigore alla Juve per una trattenuta di Murillo a Bonucci. Sul dischetto ancora lui, Pjanic, altra esecuzione perfetta. Sul 2-0, a inizio ripresa, è difficile per il Valencia riprendere la partita. Ora entra in azione la forza difensiva dei bianconeri, dietro Bonucci e Chiellini resistono come sa fare gente del loro livello. La Juve rischia di prendere il gol del 2-1 al 96' ancora su rigore (fallo veniale di Rugani su Gabriel), ma Szczesny fa la prima prodezza della sua Champions respingendo il tiro del disastroso Parejo: un rigore procurato, un rigore sbagliato. Troppo forte la Juve per il Valencia e anche per Brych.

-- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- 

Valencia-Juventus 0-2

Marcatori: 45' p.t. Pjanic rig., 5' s.t. Pjanic rig.
Valencia (4-4-2): Neto; Ruben Vezo (12' s.t. Cheryshev), Murillo, Paulista, Gayà; Soler, Parejo, Wass, Guedes (25' s.t. Santi Mina); Rodrigo, Batshuayi (25' s.t. Gameiro). A disp. Domenech, Diakhaby, Torres, Piccini. All. Marcelino
Juventus (4-3-3): Szczesny; Cancelo, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Khedira (23' p.t. Emre Can), Pjanic (22' s.t. Douglas Costa, 44' s.t. Rugani), Matuidi; Bernardeschi, Mandzukic, Ronaldo. A disp. Perin, Benatia, Cuadrado, Dybala. All. Allegri
Arbitro: Brych (Germania)
Espulso: 29' p.t. Ronaldo (J)
Ammoniti: 44' p.t. Parejo (V), 4' s.t. Murllo (V), 9' s.t. Ruben Vezo (V), 14' s.t. Alex Sandro (J), 37' s.t. Szczesny (J), 49' s.t. Rugani (J)