Juventus festa triste e...reticente. E abisso viola. E inferno Roma. E panico Inter. E perfino l'errore di Gasperini. Su tutta o quasi la fine del campionato un che di amarognolo o francamente amaro o ancora un che d'acido e rancido.

Juventus, perfino la Juventus vittoriosa mostra un velo di tristezza mentre festeggia lo scudetto dando l'addio ad Allegri. Triste e...reticente. Tutti a lodare la comunicazione bianconera, lo stile della conferenza stampa congiunta e fraterna tra Agnelli ed Allegri. Tutti a riportare che non c'erano problemi di soldi, contratti o uomini da vendere e acquistare. Agnelli che dice: Allegri, cioè la storia. Mai più ripetibile. E allora perché lo cambiano? Il perché non sono fatti nostri, l'accettare questa sentenza vien riconosciuta come comunicazione brillante.

Abisso viola: sulla Fiorentina l'onta di rischiare la retrocessione! Se la deve giocare col Genoa la Serie A. La gogna dell'umiliazione, il gorgo di una sconfitta dopo l'altra. E la piazza, la gente, lo stadio che hanno in dispetto la società e la proprietà. E i Della valle che più volte hanno detto, per disperazione e non per sfida, chi la vuole la Fiorentina faccia un'offerta. Fragoroso silenzio in risposta.

Inferno Roma: senza Champions e, diciamolo, senza campioni. Senza allenatore. Senza stadio di proprietà, non oggi e probabilmente neanche domani. Senza pace, anzi in guerra conclamata e intestina tra gente romanista e Pallotta. Forse senza più neanche tanta voglia di Pallotta di continuare ad ogni costo. Bruttissima china alla fine dell'anno peggiore da tempo per la Roma. La Roma che date le premesse, alla prova di fatti ingannevoli, è più voluminoso flop del campionato. Qui l'amaro è già acido corrosivo. Striscioni e folla tifosi che invocano il No Stadio come misura scaccia Pallotta.

Panico Inter, la squadra terza quasi tutto il campionato che deve temere  all'ultima in casa l'Empoli quasi sempre terzultimo. Spalletti con un piede fuori, Icardi pure. E la colla che tiene insieme una squadra dissolta da colate di amaro.

Sampdoria e Genoa entrambe le società in vendita, se qualcuno se le compra.

Perfino l'errore di Gasperini nella finale di Coppa Italia dal sapore asprigno. Coppa Banti, battezzabile così per dare il giusto rilievo alla traccia lasciata dall'arbitro negli annali del Trofeo. O Coppa Ultra, a festeggiare anche quest'anno il rispetto del cerimoniale che prevede auto delle "divise" incendiate e "guardie" mandate all'ospedale...

Al netto di ciò che è della Lazio, la legittimità della vittoria e del titolo, anche una finale di calcio nostrano dal sapore arcigno.

L'errore di Gasperini, quale errore? La partita è cominciata da pochi minuti, da subito i giocatori della Lazio entrano duro, Gasperini urla all'arbitro: "Non puoi farli giocare così". Mai dire, mai gridare in pubblico ad un arbitro che...non può! Così lo inciti, lo disponi a farti vedere che lui può, eccome se può. Così si suscita la sudditanza psicologica del direttore di gara verso il proprio ego, eccolo l'errore di Gasperini.

Col muso lungo anche il Torino, Milan tra il mesto e il rassegnato, sostenuto dalla speranza di essere miracolato...

Davvero nella coda del campionato c'è tanto veleno, più di quanto un campionato ne possa fisiologicamente produrre.