"Ho lottato tanto per guadagnarmi la Juventus, ora non me la voglio perdere". È stato questo il pensiero di Leonardo Spinazzola lo scorso gennaio, quando Bologna e Parma erano decise a puntare su di lui. Non era un momento facile per lui, ancora fermo per la lesione al legamento crociato e del menisco del ginocchio destro subita nella scorsa stagione all'Atalanta. Eppure Spinazzola ci credeva, il giro d'Italia in prestito dopo gli anni nelle giovanili bianconere gli aveva dato forza e consapevolezza. 

IL MURO - Doti che gli sono servite per rifiutare le offerte di prestito arrivategli dalle due squadre emiliane. Fabio Paratici, responsabile area Sport bianconero, a gennaio ha incontrato diverse volte Bigon, Faggiano e Davide Lippi, rispettivamente ds del Bologna, del Parma e agente di Spinazzola. Dalla Continassa erano disponibili a lasciarlo partire, per offrire al classe '93 l'occasione di rilanciarsi dopo tanti mesi lontani dal campo, ma si sono fermati di fronte alla sua decisione.

L'ALLEANZA CON ALLEGRI - Spinazzola voleva, finalmente, la sua occasione alla Juve. Ha pazientato, ha lavorato e alla fine quella chance si è presentata. Dopo l'ottima prestazione di venerdì scorso, contro l'Udinese, Massimiliano Allegri ha scelto di farlo esordire in Champions League nella complicata gara di ritorno degli ottavi contro l'Atletico Madrid. In cambio, ne ha ricevuto una prestazione tutta corsa, dribbling e cross: una partita dominante. Da "quasi ceduto" a protagonista nella notte delle stelle: Spinazzola ha saputo credere in se stesso e aspettare. Il tempo gli ha dato ragione.