Martedì 3 luglio, è esattamente mezzanotte. Marca, il quotidiano più vicino alle vicende di casa Real Madrid, pubblica sul proprio account Twitter la prima pagina del quotidiano per quel giorno: "La Juve va en serio a por CR7". Martedì 10 luglio, ore 17.30. Il Real Madrid pubblica un comunicato ufficiale in cui annuncia la cessione di Cristiano Ronaldo alla Juventus. Il "colpo del secolo", come è già stato definito, diventa pubblico e si completa nel giro di una settimana: i sette giorni più pazzi degli oltre 120 anni di storia del club bianconero.

DIFFIDENZA E CONFERME - Dalle prime ore di quel 3 luglio è partita la caccia alla verifica, con la diffidenza iniziale - anche del sottoscritto - che col passare delle ore e l'assenza di smentite si trasformava sempre più in fiducia sulla buona riuscita dell'operazione. E di pari passo è iniziata un'altra operazione, la ricerca di Beppe Marotta e Fabio Paratici, i registi - insieme a Jorge Mendes - di questo affare. Mercoledì, poi, è stato il giorno delle prime parole ufficiali dell'amministratore delegato (un timido "Non parlo" che non smentiva le negoziazioni in corso) e della curiosità crescente dei tifosi, che chiedevano incuriositi: "Ma arriva davvero CR7?"

DAI CONTRATTI ALL'AEROPORTO - Il giovedì è stata una giornata chiave: fin dalle prime ore della mattina Paratici è stato attivo a Milano, tra la solita base di Palazzo Parigi e gli uffici legali in zona San Babila. Ore fondamentali, per limare gli ultimi dettagli sui contratti, con il telefono sempre collegato con Madrid, dove Mendes aggiornava sulle contrattazioni in corso col presidente delle Merengues, Florentino Perez. Appostamenti iniziati prestissimo e che si sono prolungati fino alla tarda sera, quando  Marotta, in compagnia dello stesso Paratici, ha lasciato con un "no comment" in risposta alla più semplice delle domande ("Direttore, novità su Ronaldo?") i quartieri generali bianconeri, circondato da una ventina di tifosi che aspettavano e speravano in aggiornamenti. Venerdì, poi, occhi spostati dal centro di Milano allo scalo di Linate Prime, quello dedicato ai voli privati. Voci sempre più forti volevano in arrivo Mendes, ma come anticipato da Calciomercato.com i due viaggi inizialmente programmati dal super procuratore portoghese nel capoluogo lombardo sono stati cancellati in breve tempo.

DAL SILENZIO ALLA GIOIA - Poi, sabato e domenica, sono arrivati i due giorni che hanno spaventato maggiormente i tifosi bianconeri. Il weekend del silenzio, coi dirigenti in costante contatto con l'entourage di CR7, che nel frattempo si rilassava in uno splendido resort in Grecia. Lunedì le ultime conferme da Madrid, martedì la chiusura dell'affare: Andrea Agnelli vola da Ronaldo, seguito in diretta sui social da milioni di appassionati grazie a Flight Tracker. Negli stessi attimi da Torino partiva l'offerta da 100 milioni di euro per il Real e a Palazzo Parigi Marotta e Paratici vivevano con apprensione quei minuti che avrebbero cambiato la storia della Juve e del calcio italiano. Intorno alle 15.30 arriva la mail decisiva: Perez ha rispettato i patti e deciso di liberare il suo miglior giocatore, che intanto in Grecia brindava con Agnelli e veniva ritratto nella foto che in breve tempo ha fatto il giro del mondo. A Milano è il momento degli abbracci, utili a scaricare la tensione: "Ci rifiutava Di Natale, ora abbiamo preso Ronaldo", la battuta che circolava all'esterno del lussuoso hotel. Infine, alle 17.30, il tanto agognato comunicato ufficiale: CR7 è bianconero, la settimana più pazza di 120 anni bianconeri - e, forse, del calcio italiano - si chiude.