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Da mesi è stata raccontata la clamorosa e controversa trattativa legata a Luis Suarez. Provando a restare nel campo calcistico, senza scivolare in commenti relativi alla giustizia ordinaria che in ogni caso è solo una conseguenza, rimane una riflessione che dopo mesi non perde un solo grammo di stupore. Perché risulta francamente incomprensibile come una società come la Juventus, tra le più organizzate e vincenti a livello mondiale non solo italiano, possa aver commesso una leggerezza del genere. Sembra incredibile ma è davvero andata così, proprio come è stata raccontata da settembre in poi: solo dopo aver raggiunto l'intesa economica, solo al momento della preparazione dei precontratti, solo quando si era prossimi allo scambio di documenti, solo a quel punto e forse pure un po' dopo alla Continassa ci si è resi conto che Suarez fosse un calciatore extracomunitario. Sembrava incredibile e lo sembra tuttora, ma è andata esattamente così.

LE CONFERME – Dalle ultime rivelazioni su intercettazioni e verbali pubblicate dal Corriere della Sera, emerge infatti come l'accordo economico con Suarez fosse stato trovato, ultimo dettaglio da individuare era la formula del contratto se da un anno con opzione per il secondo o biennale con opzione unilaterale in favore del club per la risoluzione anticipata dopo una stagione. Dettagli, appunto. Il tema dello status da comunitario in casa Juve è emerso solo il 30 agosto, esattamente il giorno dopo l'ufficialità dell'ingaggio di Weston McKennie: una richiesta via sms di Fabio Paratici all'avvocato-manager di Suarez, dal sapor di scrupolo, che si è poi trasformata in un'immediata doccia gelata. 
CHE ERRORE - Come se semplicemente prima nessuno se lo fosse chiesto, probabilmente è proprio andata così visto che non c'erano dubbi a riguardo all'interno dell'entourage del giocatore, assolutamente consapevole del mancato possesso da parte di Suarez del passaporto comunitario. In casa Juve, anche questo emerge dagli atti, ci si era affidati ai siti specializzati. La doppia bandierina su Transfermark.it potrebbe essere un esempio, tanto per provare a capire. Una leggerezza incredibile, considerando gli interessi in ballo inaccettabile. Da dilettanti potrebbe pensare qualcuno, anche a ragione. Poi tutto ciò che è emerso successivamente è solo una conseguenza, in attesa che la giustizia faccia il suo corso può apparire più o meno corretto eticamente, ma è comunque tutta un'altra storia. Che poteva essere evitata, anche facilmente. Un errore clamoroso, non da Juve, anzi proprio non da professionisti. Alla Continassa sicuramente saranno arrivati a individuare un responsabile, ammesso che ci sia un solo colpevole, per quanto poi sia il nome di Paratici a finire sulla graticola in quanto capo dell'area sportiva. Resta lo stupore, di un tipico caso in cui la realtà supera l'immaginazione: la Juve aveva sostanzialmente preso Suarez senza sapere che non fosse comunitario. Sembra incredibile, ma è andata davvero così.