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Tre capitani, quattro stipendi, novanta milioni. Per sommi capi sono questi gli argomenti della rivoluzione messa in atto dalla Juventus, a livello dirigenziale come di squadra. Perché novanta sono i milioni che il club bianconero risparmierà grazie all'intesa raggiunta con la squadra, che rinuncerà a quattro mensilità per fronteggiare insieme questa emergenza Coronavirus, dagli effetti devastanti anche a livello economico. Grazie al grande lavoro di mediazione da parte di Gigi Buffon, Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini, i tre capitani della Juve. Sono loro che infatti hanno avuto un ruolo fondamentale in questi giorni, il confronto tra squadra e dirigenza è stato continuo anche durante l'isolamento, senza la possibilità di incontrarsi di persona è stato ancor più importante l'opera di tre portavoce così riconosciuti e determinati. Ora l'intesa collettiva dovrà poi passare dai singoli accordi individuali, ogni contratto è diverso dagli altri. E se l'attività dovesse riprendere, “in buona fede” come comunicato dalla Juventus, ci si siederà a un tavolo per aggiustare il tiro, con il club bianconero che in ogni caso non resterà indifferente in chiave futura.
I NUMERI – Nel frattempo questa rinuncia aiuterà la Juve a chiudere un bilancio che subirà l'effetto negativo di mesi senza attività: partite a porte chiuse, diritti tv e sponsorizzazioni più o meno in bilico, effetto Champions da definire e via discorrendo. Novanta milioni in meno sono un grande aiuto. Tanto infatti la Juve avrebbe dovuto spendere per l'ultimo terzo di stagione in termini di stipendi al lordo delle tasse, il monte ingaggi è sceso a quota 137 milioni netti più bonus dopo le cessioni di gennaio, poi c'è Maurizio Sarri che a sua volta ha aderito al taglio. Ovviamente chi più guadagna, più soldi dovrà lasciare sul piatto: Cristiano Ronaldo con il suo ingaggio da 31 milioni rinuncerà a oltre 10 milioni netti, tanto per fare l'esempio più eclatante. Intanto dalla Juve arriva un segnale forte e chiaro a tutto il mondo, non solo del calcio: ognuno dovrà fare la sua parte, perché nella speranza che l'emergenza sanitaria rientri il prima possibile poi ci sarà da fare i conti con tutti gli effetti del Coronavirus in ogni altro ambito.