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Juve, Vlahovic: 'Mai pensato di andare via, ora trattiamo il rinnovo'

Juve, Vlahovic: 'Mai pensato di andare via, ora trattiamo il rinnovo'

  • Redazione CM
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Un gol per rinascere. In una delle partite più importanti della stagione Dusan Vlahovic ha risposto presente: gol decisivo con l'Inter, 1-1 finale e posto da titolare ritrovato. Probabilmente, infatti, l'attaccante serbo scenderà in campo dal primo minuto nella gara di stasera col Monza, con l'obiettivo di dare continuità alla rete della settimana scorsa. Intanto però Vlahovic guarda anche al futuro e in un'intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport ha fatto capire la sua volontà: "Non voglio arrivare a 40 con dei rimpianti, per questo cerco di migliorarmi ogni giorno". E per aiutarsi sfoglia il libro del coach di Michael Jordan e Kobe Bryant Tim Grover, lettura consigliata da Federico Gatti: "Implacabile - si intitola - Per vincere quando gli altri si arrendono".

SCUDETTO - "Non avevo ansia per il digiuno dal gol, non mi lascio condizionare. Sappiamo di essere forti, il pareggio contro la favorita per lo scudetto ci dà ancora più convinzione. Scudetto? La priorità è tornare in Champions, poi vediamo. Ogni calciatore ha sogni e obiettivi, personali e di squadra. Io voglio aiutare di più la squadra, e lavoro tutti i giorni per farlo; se vuoi diventare un top player devi sistemare i difetti. Con l'Inter la miglior partita? Posso fare ancora meglio".

MERCATO - "Le voci di mercato non mi hanno distratto, per me è stata un'estate come le altre. Sono sempre stato concentrato sulla Juve e sicuro di voler restare. Mi sono isolato e ho pensato solo al campo, se ci mettiamo a sentire tutti i rumors diventiamo pazzi. Ringrazio i tifosi che sono sempre presenti, è bello sapere che sono dalla mia parte e voglio dare il massimo anche per loro".

RINNOVO - "Ho ancora due anni e mezzo di contratto, sono molto contento di stare qui e non abbiamo fretta. Ma Giuntoli e il mio agente stanno già parlando".

GATTI - "Fin dal primo giorno è scattato qualcosa. Sono rimasto stupito da quello che ha passato e come è arrivato fin qua. La sua storia può essere un esempio per i bambini, dentro c’è tutto: non mollare, crederci sempre perché tutti i sogni si possono avverare con il duro lavoro. Gattone è sempre sul pezzo. Adesso vuole farmi leggere un libro... E’ un bravo ragazzo ma non è il solo, siamo un bellissimo gruppo e il clima qui è molto positivo".

MEDICO MANCATO - "Dopo le elementari mia madre desiderava che io facessi un doppio percorso, giocare a calcio sì ma senza tralasciare la scuola. Ho frequentato un istituto che ti prepara per studiare medicina, poi sono entrato in prima squadra e non ce l’ho fatta più, perché era molto complessa. Mi sono iscritto a una scuola normale per finire le medie, avevo già deciso che cosa avrei fatto da grande".

BASKET - "A 5 anni praticavo basket, però tutti gli amici del quartiere giocavano a calcio così ho chiesto a mia madre di cambiare. Alla Continassa hanno tolto il canestro, ma Allegri sa che quando vorrà potrà sfidarmi. E’ sempre un piacere giocare con lui perché ha una mentalità vincente che riesce a trasmetterti. Lui vuole vincere sempre, come me. E' un allenatore vincente, avere uno come lui in panchina ci aiuta".

CHIESA - "Ci conosciamo dalla Fiorentina, siamo simili, molto ambiziosi e ci frequentiamo anche fuori dal campo. Quando giochiamo siamo molto diversi ma l’intesa ci viene naturale, basta uno sguardo".

TEMPO LIBERO - "A casa recupero e poi guardo le partite. Degli altri però, le mie le rivediamo già alla Continassa con lo staff".

GIOCO E RISULTATI - "Le critiche al gioco non ci toccano. Ci alleniamo bene, in campo vogliamo solo vincere; è l'unica cosa che conta. E quando ci riusciamo siamo contenti".

LAUTARO - "Gli faccio i complimenti per il Mondiale, ma non voglio fare paragoni. Posso dire che lui, Osimhen e Giroud sono grandi attaccanti, ma io credo in me stesso e non ho nulla da invidiare a nessuno. Ho saltato alcune partite, sono rientrato piano piano".

NAZIONALE - "Durante il Mondiale non stavo bene, dopo 23 anni ci siamo riqualificati all'Europeo scrivendo una pagina di storia del calcio serbo. Ma non mi accontento, abbiamo una buona squadra e possiamo fare qualcosa d'importante. Milinkovic? Gli ho chiesto solo se in Arabia Saudita sta bene ed è felice. Io in Saudi? Sono orgoglioso di giocare in uno dei club più importanti al mondo, per ora mi vedo qui".

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