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    Juve, Vlahovic non è l'unico punto di domanda: come può cambiare l'attacco per la prossima stagione

    Juve, Vlahovic non è l'unico punto di domanda: come può cambiare l'attacco per la prossima stagione

    • Andrea Distaso
    Un finale di stagione tutto da scrivere, diviso tra una rincorsa ad un piazzamento Champions complicato dall'ultimo ko con la Lazio e dall'esito dei procedimenti sportivi in essere nei confronti della società e dagli obiettivi Europa League e Coppa Italia ancora a portata di mano. C'è ancora parecchio in gioco negli ultimi due mesi di questa stagione per la Juventus e soltanto dall'esito di questa annata decisamente movimentata dipenderanno pure le strategie di mercato per la prossima estate. A partire da quelle per costruire o ricostruire un reparto d'attacco fatto ad oggi da pochissime certezze e tante incognite da risolvere: da Vlahovic a Kean, passando per Milik e Di Maria e i giovani Soulé e Kaio Jorge.

    UOMO MERCATO - Impossibile in queste settimane distogliere per troppo tempo lo sguardo dalle prestazioni e dagli stati d'animo che accompagnano Dusan Vlahovic: brillante ed efficace sottoporta con la sua Serbia (3 reti nelle ultime due partite di qualificazione agli Europei) quanto impreciso e poco sereno in maglia bianconera, con la quale l'ultimo acuto è datato 16 marzo - rete al Friburgo in Europa League - e in campionato addirittura 7 febbraio, con la doppietta firmata contro la Salernitana. Un equivoco, anche tattico, che Massimiliano Allegri non ha ancora saputo risolvere e che è destinato ad alimentare i rumors di mercato in vista della prossima estate. A dispetto di un rendimento non altezza degli oltre 70 milioni di euro versati poco più di un anno fa nelle casse della Fiorentina, Vlahovic continua a vantare parecchi estimatori, soprattutto in Premier League, e per la giusta cifra Chelsea e Manchester United potrebbero vedere soddisfatti i rispettivi appetiti. Per un Vlahovic peraltro in condizioni fisiche non perfette, scalpita in cerca di una maglia da titolare Arkadiusz Milik, che spera di sfruttare le prossime occasioni - magari a partire dal primo atto dei quarti di Europa League contro lo Sporting Lisbona - per spingere la Juve a determinare il suo futuro.

    VERSO LA CONFERMA - Entro la fine di questo mese scade in fatti il termine ultimo per esercitare il diritto di riscatto e corrispondere all'Olympique Marsiglia i famosi 7 milioni di euro più bonus (2) - spalmati su tre esercizi - per acquisire a titolo definitivo l'attaccante polacco. Che, infortuni a parte, ha offerto sin qui un rendimento all'altezza per essere un'alternativa ai titolari (8 gol in 29 gare stagionali) e che a queste condizioni economiche viene visto come un'occasione da non farsi sfuggire. Con lui, corre verso una conferma insperata sino a pochi mesi fa, Angel Di Maria, uscito a sua volta con qualche acciacco dalla partita dell'Olimpico contro la Lazio, ma ormai candidatosi in questo 2023 a uomo di coppa (4 gol in 3 partite) e più convinto che in passato a proseguire la sua avventura in Serie A e alla Juventus, a prescindere dalla partecipazione o meno alla prossima Champions. Il campione rosarino ha mandato segnali di apertura alla dirigenza bianconera di fronte alla prospettiva di rinnovare per un'altra stagione il contratto in scadenza il prossimo 30 giugno.

    IN BILICO - Sorride Allegri, che nelle ultime settimane sta ottenendo segnali di risveglio anche da Moise Kean che, eccezion fatta per l'espulsione subita contro la Roma per il colpo proibito a Mancini, sta ritrovando i gol - decisivi quelli contro Spezia ed Hellas Verona - ed una continuità di prestazione che possono determinare il suo futuro juventino da qui alle prossime settimane. Dopo essere scattato l'obbligo di riscatto a 28 milioni di euro per riacquistare il classe 2000 dall'Everton, la Vecchia Signora si trova di fronte al bivio se investire sul ragazzo anche per le stagioni a venire o se prendere in considerazioni quelle manifestazioni di interesse che dall'estero sono giunte pure nelle scorse giornate. Diversi i dubbi da risolvere, come quelli circa la scelta migliore da fare per valorizzare il talento di giovani e potenziali campioni come l'argentino Matias Soulé, il brasiliano Kaio Jorge e l'inglese Samuel Iling Junior. Calciatori in rampa di lancio per i quali Allegri non è riuscito a ritagliare un minutaggio particolarmente elevato (discorso che non vale ovviamente per l'ex Santos, reduce da un grave infortunio) e che a giugno valuteranno tutte le ipotesi per il loro prosieguo di carriera.

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