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Finalmente una buona Juventus. Finalmente il gioco. Ancora tanti errori ma anche tanta determinazione. La classifica è ancora quella che è: non da Juventus. Ma qualche segnale la squadra l'ha dato. Il primo: Dybala è un grande. Migliore in campo a mio avviso con Pogba. La conferma che escludere Dybala è puro autolesionismo. Ha fatto un gran gol, ne ha sfiorato un altro paio, si è procurato un rigore, ha dato l'assist per Mandzukic. Che fino al gol era stato un paracarro. 

Pogba ha fallito un rigore ma in campo ha dispensato magie. Specie dopo aver cambiato posizione per l'infortunio di Pereyra. Diciamo che Massimiliano Allegri in questo caso è stato abile e fortunato. Auspico di non vedere mai più Pogba a sinistra a pestarsi i piedi con il suo terzino di fascia.
 
E auspico che Dybala non si sfianchi correndo come (e di più) faceva Tevez: è un centravanti, le cose più pericolose per la porta di Sportiello le ha create lui. Ma  temo di non avere chances : Allegri non cambierà idea. 

Il secondo: la difesa non ha preso gol. Succede da alcune partite e questa è una buona notizia per la Juve: una difesa imperforabile ti porta lontano.

Il terzo, il recupero di Asamoah: il campionato è lungo e Asa tornerà molto utile. 
Una Juventus logica, diciamo equilibrata. La gara peraltro è finita quando l'Atalanta è rimasta in dieci. Comprensibile per entrambe le squadre considerato l'impegno infrasettimanale. Ora servirà alla Juve continuità, nel gioco e nei risultati. Non guardando alla classifica: la vittoria con l'Atalanta vale il dodicesimo posto.

Nondimeno non si può non riflettere sulle parole dette nel fine settimana da Agnelli, Marotta e  Allegri. Riavvolgendo il film si evince che Agnelli ha trovato “intollerabile“ la posizione  occupata  in classifica dalla Juventus.Non ha fatto Agnelli il nome dell'allenatore: la chiamata di correo è stata generica, per tutti. Ergo, Marotta, Paratici, Nedved (neo vicepresidente, complimenti e auguri), Allegri, forse anche lui medesimo e magari il magazziniere. Marotta ha spiegato che la situazione è interlocutoria, quasi a dire che le difficoltà se le aspettavano ma non in queste proporzioni. Poi ha spiegato che Hernanes “non è un fenomeno“ e che è stato “una seconda scelta“. Il che pone un quesito: Allegri ha avallato l'acquisto di Hernanes? Lo ha voluto lui? Oppure semplicemente ha detto “va bene“ quando Marotta lo ha informato che il Profeta era sul mercato? Sempre Marotta ha spiegato che “Allegri non ha mai chiesto un trequartista“. Domanda: ma quando Allegri dichiaratamente poneva in cima ai suoi desideri il nome di Oscar, cosa pensava Marotta? Che Allegri parlasse di Wilde ? E quel Draxler rincorso inutilmente per mesi in che ruolo gioca? Allegri ci ha poi messo, sabato, il suo carico da undici: "Se Dybala è costato 40 milioni non è un mio problema. Dybala ha giocato più di tutti gli altri attaccanti. E' giovane e io ho sempre lanciato i giovani. A Palermo  era un leader, qui uno dei tanti: non deve essere caricato di troppe responsabilità. E' bravo ma deve maturare. Ho subito una vera aggressione mediatica e non ci sto".
 
La permalosità di Allegri è risaputa. Ma prendersela con i giornalisti, pensare a un complotto mediatico è ridicolo. La Juventus la scorsa stagione ha avuto solo applausi. E li avuti Allegri per i trofei conquistati e per come aveva migliorato la Juventus costruita da Conte. Oggi la Juventus (siamo a fine ottobre) è una squadra che sta recuperando dopo inimmaginabili difficoltà. Dopo giornate di stenti, il brodino Atalanta.  Colpa dei giornalisti? I giornalisti fanno il loro lavoro: descrivono la realtà e cercano di capirne le ragioni. Una Juventus in difficoltà fa notizia. E fa notizia un allenatore che spiega come quei “milioni“ spesi per alcuni giocatori non siano affar suo. Perché – se non lo sono – il sospetto immediato è che quei giocatori Allegri magari non li volesse. E che magari ne volesse altri. Ma visto che ormai questa è la Juventus, il dovere di Allegri è di darle un gioco. Perché  magari quei giocatori non sono “affar suo“. Ma per  quei giocatori, tutti, ma proprio tutti gli allenatori di Serie A si leccherebbero i baffi. Anche quelli che - al momento - sono in testa alla classifica.

Fossi Allegri non sottovaluterei le parole di Agnelli. Sono state dure e chiare. Il volante ce l'ha in mano l'allenatore livornese. Quindi meno battute, meno polemiche e più fatti. Allegri riprenda il vento e la rotta. Sarà applaudito. Come è giusto sia.