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Momento clou. Lotta appassionante in testa con Inter e Lazio per la leadership del campionato di serie A, ritorno della Champions con gli ottavi di finale contro il Lione di Garcia, parte decisiva della Coppa Italia con il Milan avversario in semifinale:
la stagione della Juventus è ufficialmente entrata nella fase clou.
La squadra di Sarri arriva a questo momento però non nelle migliori condizioni, nonostante i numeri siano ancora a proprio favore.
Se si esclude il rendimento mostruoso e costante di Cristiano Ronaldo, tutti gli altri giocatori della rosa stanno avendo alti e bassi che non stanno garantendo stabilità di prestazioni alla formazione bianconera.
Del problema del gol, in primis, ne abbiamo già parlato nel corso dell’ultima puntata di questa rubrica. Alla Juventus mancano sopratutto le reti di Higuain e del centrocampo.
 
Haaland, che rimpianto! - Vedendo il rendimento mostruoso di Haaland con la maglia del Borussia Dortmund, abbinato alla sua carta di identità, è impossibile non provare un sentimento di rimpianto dinanzi al suo mancato acquisto che sino a qualche mese fa sembrava cosa quasi fatta.
Classe 2000, numeri strepitosi, fisico imponente abbinato alla furbizia tipica del goleador, la squadra di Sarri acquistandolo avrebbe messo una pietra fondamentale per la ricostruzione e il ringiovanimento necessario della rosa.
Nel breve poi, si sarebbe andati ad intervenire nel reparto offensivo che dopo la separazione forzata con Mandzukic è rimasto in sofferenza anche in termini numerici.
Senza i gol di Higuain questa squadra è diventata CR7 dipendente e, seppur parliamo di un fenomeno assoluto, dipendere nel 50% dei casi e più dalle giocate di un singolo giocatore non è mai cosa buona.
Diciamolo senza possibilità di smentita, essersi fatti soffiare Haaland per “soli” 20 milioni di euro di cartellino (a cui aggiungere ovviamente provvigioni varie e ingaggio) è stato un errore di programmazione evidente.
Con De Ligt (1999) dietro e Haaland (2000) davanti si sarebbero poste le basi per la Juventus del futuro per almeno i prossimi dieci anni.
 
Milinkovic Savic poteva esser l'affare - Per i gol mancanti a centrocampo invece il rimpianto si chiama Milinkovic Savic.
La Juventus la scorsa estate sarebbe dovuta tornare prepotentemente su un obiettivo già dichiarato e seguito in passato ovvero il serbo per il quale Lotito l’anno precedente aveva sparato richieste anche superiori ai 100 milioni di euro per il quale però un campionato disputato non al massimo nella scorsa stagione e alcune incomprensioni all’interno dell’ambiente romano ne avevano ridimensionato il valore; se ci si fosse creduto davvero sino in fondo, l’estate 2019 sarebbe stata quella perfetta per affondare il colpo decisivo.
Molti sostengono che sarebbero serviti troppi soldi. Vero, ma chi spende (bene) meno spande.
Immaginiamo un possibile risparmio dal mancato rinnovo di Khedira (serviva davvero?) e aggiungiamo quello relativo ai mancati ingaggi a “parametro zero” (commissioni d’oro e super compensi altro che zero…) di Ramsey e Rabiot aggiungendoci anche il pensionamento pianificato di Matuidi a fine stagione (ma davvero si vuole rinnovare??).
Non siamo qui per fare i contabili, né per fare la revisione del bilancio di esercizio della Juventus, ma basta poco per capire, facendo due rapidi calcoli, che il costo di Milinkovic Savic (classe 1995) sarebbe stato praticamente sostenibile evitando i singoli esborsi per giocatori che non stanno facendo (o non fanno più) la differenza nella Vecchia Signora.
Puntare sulla qualità (abbinato alla giovane età) non è mai sbagliato.
Sono investimenti a lungo termine su cui costruire cicli importanti.
Affidarsi ad ultratrentenni o parametri zero da rilanciare è invece un all-in a breve termine. Una mano di Poker al buio.
Se la fortuna ti abbandona poi non si ha una seconda possibilità per rifarsi.
Ecco perché oggi, alla luce delle ultime strepitose prestazioni di Haaland (in Champions League e Bundesliga) e Milinkovic Savic (in campionato), è impossibile non provare rimpianti perché se invece della quantità si fosse puntato sulla qualità staremmo commentando adesso tutta un’altra Juve.