213
L’acquisto di Cristiano Ronaldo
 
Se si può trovare un inizio a questo indebolimento continuo e costante della Juventus degli ultimi anni si deve necessariamente indicare come punto di partenza l’acquisto di Cristiano Ronaldo nell’estate del 2018.
Può sembrare un vero assurdo, ma la Vecchia Signora ha cominciato a perdere forza, economica e tecnico/tattica, nel momento in cui ha ingaggiato il calciatore più forte al mondo.
 
L’addio di Marotta
 
Questo perché l’affare alla fine si è rivelato molto più grande di quello che si pensava di poter gestire. Evidentemente la solidità della società juventina non era pronta per un’operazione di tale portata.
Beppe Marotta, l’ex direttore generale bianconero, ci aveva visto lungo in tal senso. Aveva capito da subito che un’operazione di questo tipo poteva condizionare la programmazione futura della Juventus e, con il senno di poi, aveva totalmente ragione.
 
La gestione allenatori
 
Da quando Marotta è andato via, imboccato dalla coppia Paratici/Nedved prima e Nedved/Cherubini poi, Agnelli ha cominciato a gestire gli allenatori quasi come uno Zamparini, un Cellino o un Preziosi. 
Mai nella sua storia la Vecchia Signora aveva collezionato 3 esoneri consecutivi, come quelli di Allegri, Sarri e Pirlo.
Mai nella storia juventina si erano pagati per 3 anni consecutivi due allenatori contemporaneamente, Allegri e Sarri prima, Sarri e Pirlo poi, Pirlo e Allegri alla fine.
Davvero una gestione superficiale, quasi da principianti.
 
Il caso Suarez
 
Non è andata sicuramente meglio per quello che riguarda la campagna acquisti calciatori dell'ultimo triennio.
La mancanza di liquidità finanziaria ha portato la dirigenza sportiva ad improvvisare, di anno in anno, collezionando una sequenza di parametri zero e scambi inutili che invece di rafforzare la squadra hanno finito per indebolirla ulteriormente.
Simbolo della confusione di questo periodo è sicuramente l’affare Suarez sfumato per non aver calcolato per tempo il mancato passaporto comunitario del calciatore uruguaiano. Un errore davvero imperdonabile e che ha esposto la Juventus anche alla pessima pubblicità per il caso di Perugia.
 
La Superlega
 
Ad aumentare poi i fari di antipatia generale sulla Juventus è arrivata anche la nascita della Superlega con una tempistica discutibile che ha esposto il presidente Agnelli ad una figura sicuramente inaspettata, quasi dolorosa.
Una tempistica probabilmente forzata dall’indebitamento generale delle squadre coinvolte nel progetto che hanno cercato di salvare il salvabile con un tentato “colpo di stato”, sventato in pochi giorni.
Il calcio contemporaneo, schiavo del dio denaro, va in quella direzione ma probabilmente quei pochi romantici rimasti non sono ancora pronti per abdicare.
 
Il caso Plusvalenze
 
A concludere (si spera) questa sequenza di gironi dell’Inferno è arrivata anche l’indagine della GDF per la questione plusvalenze, a puntare il dito e anche gli occhi su una sequenza di operazioni di mercato dettate esclusivamente dalla necessità di coprire i costi di gestione triplicati ed anche più dopo l’acquisto di CR7.
Si può quindi dire tranquillamente che l’operazione Ronaldo è stato un fallimento assoluto da un punto di vista finanziario ed ha finito per condizionare anche il lato tecnico/tattico della Juventus costringendo il presidente Andrea Agnelli e tutto il suo entourage ad una sequenza clamorosa di errori imperdonabili da cui adesso sarà davvero dura tirarsi fuori.
E’ evidente che l’ALL IN dell’estate 2018 è andato male, anzi malissimo, e che questa sconfitta stile Poker in modalità “Regalo di Natale” di Pupi Avanti presuppone necessariamente dei cambiamenti da cui ripartire, rifondare.
Probabilmente, per Andrea Agnelli, è arrivato il momento di farsi da parte.
Dopo anni di grandi successi le sue manie di ambizione hanno fatto saltare il banco.
@stefanodiscreti