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Altro che “All or nothing”
 
Il peggior campionato della Juventus degli ultimi trent’anni almeno.
Tagliata fuori dalla lotta scudetto già ad Ottobre e a meno di 7 punti dalla zona Champions a Novembre.
Un’oscenità, in termini di punti, mai vista prima. Nemmeno ai tempi di Zaccheroni e Delneri.
Nei giorni in cui la serie ”All or nothing” uscita sulla piattaforma Amazon sta tenendo banco sui social e non solo, chi pensava l’anno scorso di aver toccato il fondo con Pirlo è stato già ampiamente smentito.
Anzi, rivedendo le immagini dello scorso torneo e del modo in cui, in mezzo a tante difficoltà, Pirlo riusciva comunque perlomeno a cercare di trasferire un’idea di gioco ai suoi calciatori, il confronto con la Juve di Allegri di oggi non regge in nessun modo. E’ proprio vero che al peggio non c’è mai fine. E’ evidente che si stava meglio quando si stava peggio. Verrebbe quasi da dire, alla romana, “aridatece Pirlo!”
 
Atalanta corsara
 
La Vecchia Signora è una compagine senza uno straccio di gioco, senza una minima idea offensiva.
Una formazione che fatica a creare occasioni da goal contro qualsiasi avversario, di qualsiasi spessore e livello. Imbarazzante a più livelli.
Alla Atalanta di Gasperini, in versione corsara a Torino anche se nemmeno troppo arrembante, è bastato un gol del solito Zapata su un errore in impostazione di Morata (fischiato), sfruttando un clamoroso bug di posizione di De Ligt (ingenuo).
E se Allegri, arrampicandosi sugli specchi (si sente il rumore delle unghie a distanza), cerca di sminuire il valore complessivo della rosa (basta vedere il monte ingaggi e il costo complessivo dei cartellini dei calciatori della Juve a smentirlo) per nascondere sotto al tappeto la polvere del suo fallimentare ritorno in Serie A, ciò che più di tutto stupisce sono coloro che continuano ancora a difenderlo a spada tratta perché “l’anno scorso Pirlo aveva Ronaldo!”.
 
Orfani di CR7
 
Vero, verissimo.
Solo un pazzo poteva pensare infatti che la Juventus sarebbe diventata più forte senza CR7 (eppure in estate erano in tanti a dire che ora sarebbe cresciuta la squadra bianconera…) ma non dimentichiamo che uno dei motivi principali della partenza di Cristiano Ronaldo dalla Juve con un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale del contratto è stato proprio il ritorno di Massimiliano Allegri sulla panchina bianconera.
Colui che già dall’esterno aveva consigliato Agnelli di privarsi del fenomeno portoghese perché bloccava la crescita della squadra.
Colui che dall’interno non ha trovato di meglio al suo battesimo per il ritorno di dire subito che Ronaldo sarebbe stato pari a tutti e non avrebbe avuto più garantito né il posto fisso né tantomeno (e ci poteva anche stare) il diritto a tirare le punizioni dal limite. Parole che, insieme alla panchina alla prima di camopionato contro l’Udinese, hanno portato Cristiano Ronaldo e tutto il suo entourage a forzare la mano, abbandonando la Juventus a soli 3 giorni dalla fine del mercato.
Concludendo, chi sostiene che la formazione bianconera era più forte con CR7 dice una incontestabile verità ma questo non assolve minimamente Allegri, anzi forse lo condanna ancora di più perché nell’onnipotenza del suo ritorno sulla panchina juventina ha pensato di poter fare a meno di lui da subito senza pagare pegno. Ed i risultati oggi sono sotto gli occhi di tutti.
@stefanodiscreti