Sono qui per questo”. Le parole pronunciate a caldo da Cristiano Ronaldo al termine della memorabile rimonta perpetrata ai danni dell’Atletico Madrid sono la migliore spiegazione per tutti del perché uscire agli ottavi di finale per la Juventus (con un fenomeno di queste proporzioni in squadra) sarebbe stato un fallimento assoluto. Al di là della tripletta realizzata, devastante, ha impressionato la sua grinta, il suo spronare i compagni continuamente per tutta la gara. Un leader carismatico, unico. Qualcuno mi ha chiesto perché ho scelto il titolo “CR7, l’extraterrestre” per il mio ultimo libro uscito proprio questi giorni nelle librerie. La risposta è semplice, basta riguardare la partita di ieri sera. Ci troviamo dinanzi ad un mostro, ad un fenomeno che vince le gare da solo, ad uno dei più forti giocatori di tutti i tempi. L’uomo Champions per eccellenza.

Bravo Allegri, osando si vince. Senza il supporto dell’ambiente, della squadra e dell’allenatore questa impresa epica non sarebbe stata però possibile. E allora in primis bisogna fare i complimenti ad Allegri per aver trovato il coraggio di osare e per essersi inventato la mossa decisiva arretrando un gladiatorio Emre Can sulla linea dei difensori, liberando Cancelo e Spinazzola sulle fasce e lasciando libero ad uno strepitoso Bernardeschi di svariare a centrocampo e fare la differenza. La conferma che in Europa si vince sempre e solo osando. Ci domandiamo allora, ancora una volta, perché le migliori partite in Champions della Juventus sono arrivate sempre quando la squadra non aveva più nulla da perdere o quasi. Stavolta, per fortuna, non è arrivata la beffa finale come a Monaco o Madrid, ma speriamo che sia un punto di svolta decisivo. Un punto di non ritorno. Non vogliamo più vedere una Juve pavida e timorosa come quella pallida andata in scena al Wanda Metropolitano 15 giorni fa.  Non vogliamo più vedere il De Sciglio di turno titolare al posto di Cancelo per paura di perdere. Ci piace invece la genialità di Emre Can arretrato, così come ci piace il coraggio di inserire Dybala per Spinazzola o gettare nella mischia il giovane Kean per un sempre più spento Mandzukic (forse unica nota negativa della serata). L’avevamo scritto più volte, occhio a dare la Juve per morta. Questa squadra non molla mai fino alla fine. Serviva il coraggio e l’incoscienza per ribaltare un’impresa che alla vigilia sembrava impossibile. Nella serata perfetta è andato tutto a meraviglia, stupendamente addirittura per chi come me ieri festeggiava pure il compleanno (nato il 12 marzo come il compianto avvocato Gianni), però d’ora in avanti non vogliamo più vedere la Vecchia Signora indietreggiare di un centimetro. CR7 è venuto alla Juve per riportare la Champions a Torino, inutile girarci intorno. Per vincere il campionato, visto l’attuale livello del calcio italiano, sarebbero bastati i Matri, gli Llorente, i Zaza. Forza Allegri, se te la giochi sempre senza paura (e non solo quando non c’è più nulla da perdere), siamo tutti con te con un unico obiettivo comune: tornare al Wanda Metropolitano e dimostrare nello stesso stadio che questa Juve se gioca per vincere osando è la più forte di tutte. Con un Cristiano Ronaldo così, impossibile è niente!
 
@stefanodiscreti