35
Un'eliminazione dolorosa, quella della Juventus in semifinale di Europa League per mano del Benfica. Un'eliminazione dalla quale però si può ripartire, per diventare ancora più forti e, finalmente, vincenti anche in Europa. L'esempio deve essere il Bayern Monaco, che di recente ha provato una delusione ancor più cocente di quella patita dai bianconeri questa sera: perdere una finale di Champions League nel proprio stadio.

QUALIFICAZIONE 'GETTATA' ALL'ANDATA - Le cause dell'eliminazione in questa semifinale vanno cercate soprattutto nel match d'andata, che abbiamo già riassunto nello Juvemania di una settimana fa (LEGGI QUI): approccio iniziale, Vucinic titolare, sostituzioni intempestive e modulo. La Juve si è giocata il passaggio del turno all'Estádio da Luz. Allo Juventus Stadium, nel ritorno, pur con tutti i suoi limiti a livello europeo, la squadra di Antonio Conte, anche se imprecisa e a corto del cambio di passo necessario negli ultimi sedici metri, è stata soprattutto sfortunata nella mancata concretizazzione di almeno una palla gol sulle tre o quattro nette create (in particolare il tocco sfiorato da Tevez sulla sponda di Bonucci nel primo tempo).

FINISCE UN PICCOLO SOGNO, MA L'OBIETTIVO PRICIPALE E' LO SCUDETTO - Finisce dunque un piccolo sogno, quello di giocarsi una finale europea in casa. E la delusione questa sera è tanta. Ma a mente fredda bisogna ricordare che l'Europa League era 'solo' il terzo obiettivo stagionale della Juventus. E su questo la società e l'allenatore sono stati chiari per tutta la stagione, fin da agosto. L'obiettivo principale era il terzo Scudetto di fila dell'era Conte, quello che cucirebbe ufficialmente sulle maglie bianconere la terza stella. Il secondo obiettivo, fallito, era quello di arrivare almeno ai quarti di finale di Champions League, emulando il percorso della scorsa stagione. E il terzo obiettivo, strada facendo, era diventato il successo in Europa League. In sintesi: due obiettivi non sono stati raggiunti, ma il più importante, il terzo Scudetto consecutivo, potrà essere conquistato lunedì sera, battendo l'Atalanta a Torino.
C'E' DI PEGGIO, TIPO PERDERE LA FINALE IN CASA - E' chiaro però che dalla prossima stagione, se in questa sarà centrato l'obiettivo del terzo titolo nazionale di fila, la meta della Juventus non potrà che essere quella di diventare davvero competitiva nell'Europa che conta, in Champions League. C'è una cosa peggiore di essere eliminati in casa in semifinale? Sì, c'è: perdere una finale in casa. E non parliamo di quello che sarebbe potuto succedere alla Juve fra due settimane. Pensiamo invece al Bayern Monaco, che nel 2012 perse in modo tremendo una finale di Champions League nel proprio stadio contro il Chelsea e che l'anno successivo ebbe la forza di tornarci, in finale, e di vincerla, contro il Borussia Dortmund. 

AVVISO ALLA SOCIETA': IN EUROPA SI VINCE CON TANTI CAMPIONI - Anche la Juventus, e tutti i suoi tifosi, dalla delusione di questa sera traggano insegnamenti ed energie per ripartire e per tornare al più presto vincenti in Europa, come accadde negli anni '80 e '90. Prendano spunto proprio dal Bayern del 2012-2013 i giocatori di questa Juve: una cocente delusione europea può diventare l'origine di un grande successo nel prossimo futuro. E la società? Agnelli, Marotta, Nedved e Paratici non hanno che una strada da seguire: aggiungere campioni a questa squadra, perché è solo con quelli che si vince. Ne mancano almeno tre: uno in difesa, per poter giocare finalmente a quattro, come tutte le squadre che hanno vinto la Champions League negli ultimi dodici anni, uno sulle fasce e uno in attacco. E senza cedere i pezzi pregiati, Pogba su tutti. Ne sarà capace, questa Juve?